Finisce come purtroppo troppo spesso è finita questa stagione: con una sconfitta, tra rimpianti, errori individuali e la sensazione di aver lasciato per strada troppe occasioni. L’Hellas Verona saluta la Serie A con l’ennesimo ko: al Bentegodi passa la Roma per 2-0, risultato che consegna ai giallorossi la qualificazione in Champions League e chiude nel modo più amaro il campionato dei gialloblù, già matematicamente retrocessi.
Una partita tutto sommato dignitosa quella della squadra di Paolo Sammarco, che ha provato a giocarsela fino in fondo, trovando però davanti un grande Svilar e aggrappandosi alle parate monumentali di Montipò, tra i pochi a salvarsi in una stagione complicatissima.
Buon avvio, poi l’episodio che cambia tutto
L’Hellas parte con coraggio e senza timori reverenziali. Dopo pochi minuti è Bowie a costruirsi una buona chance, ma Svilar risponde presente. La Roma cresce con il passare dei minuti e al 30’ serve un autentico miracolo di Montipò, che vola a togliere dal sette una punizione telecomandata di Dybala.
Nel finale del primo tempo ancora Bowie vicino al vantaggio, ma ancora una volta il portiere romanista chiude la porta.
L’equilibrio si spezza nella ripresa. Sozza inizialmente sorvola su un intervento di Valentini, ma poco dopo, sull’ennesimo fallo ai danni di Dybala, estrae il secondo giallo: Verona in dieci uomini e partita in salita.
Montipò para il rigore, ma non basta
Con l’uomo in meno il match cambia inevitabilmente volto. Su una successiva azione, il Var richiama l’arbitro per un tocco di mano di Bowie in area. Proteste gialloblù per un presunto fallo di mano precedente di Mancini, ma il penalty viene confermato.
Dal dischetto si presenta Malen, ma Montipò si supera ancora e respinge. Nulla può però sulla ribattuta, con l’olandese più rapido di tutti a depositare in rete il vantaggio romanista.
Al 65’ altro intervento da applausi del portiere scaligero, ancora su Dybala, ma nel finale arriva il colpo definitivo: El Shaarawy, alla sua ultima apparizione con la maglia giallorossa, firma il raddoppio tra le proteste veronesi per un possibile fallo a inizio azione.
Una retrocessione che fa male
Si chiude così una stagione da dimenticare per l’Hellas Verona. Una squadra che, in diverse occasioni, ha mostrato cuore e orgoglio, ma che ha pagato a caro prezzo limiti strutturali, discontinuità e troppi errori individuali nei momenti decisivi.
Il Bentegodi saluta la massima serie con amarezza. Ora serviranno riflessioni profonde, programmazione e soprattutto chiarezza sul futuro. Perché una piazza come Verona non può permettersi di vivere la Serie B come normalità.
Tabellino
HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Valentini; Belghali (86′ Vermesan), Akpa-Akpro, Lovric (58′ Bella Kotchap), Harroui (68′ Sarr), Frese (68′ Bradaric); Suslov (58′ Al Musrati), Bowie
Allenatore: Paolo Sammarco
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Ghilardi (45′ Ziolkowski, 72′ Konè), Mancini, Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli (46′ El Aynaoui), Rensch; Soulé (72′ El Shaarawy), Dybala; Malen (84′ Vaz)
Allenatore: Gian Piero Gasperini
Marcatori: Malen, El Shaarawy
Espulso: Valentini
Arbitro: Simone Sozza


















