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On. Polato (FdI): l’Europa “sacrifica il riso”. «Così perdiamo tutti»

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Daniele Polato
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Notte tesa a Bruxelles per l’ultimo trilogo sul GSP (Schemi di Preferenze Generalizzate), dove le istituzioni europee hanno chiuso un negoziato atteso da anni sul tema cruciale delle importazioni di riso dai Paesi terzi. Al centro, ancora una volta, Myanmar e Cambogia, da cui arrivano volumi crescenti di prodotto spesso caratterizzato da bassa qualità, presenza di pesticidi vietati come il triciclazolo e scarse tutele ambientali e sociali.

A denunciarlo è l’europarlamentare Daniele Polato (Fratelli d’Italia), Coordinatore del Gruppo ECR nella Commissione Commercio Internazionale: “È stata una pagina vergognosa per l’Unione Europea e per la nostra agricoltura”.

«Eravamo a un passo da una soluzione equilibrata»

Polato ricorda che negli ultimi diciotto mesi le delegazioni avevano lavorato a una clausola di salvaguardia capace di proteggere la filiera europea da importazioni eccessive. “Eravamo vicini a una soluzione win win” – spiega – “che avrebbe evitato importazioni di volumi eccessivi di riso, penalizzando la nostra produzione italiana ed europea”.

Le proposte portate al tavolo oscillavano tra 200.000 e 400.000 tonnellate annue, numeri già sensibili per un comparto in sofferenza. Ma la trattativa si è chiusa su un livello ben più alto: “Inspiegabilmente le altre istituzioni hanno chiuso il negoziato arrivando a oltre 500.000 tonnellate. Si tratta di volumi di riso extra UE che entreranno senza dazi nel nostro mercato interno”.

«Riso di bassa qualità e filiere penalizzate»

Per l’eurodeputato veronese, gli effetti saranno immediati: “Riso scarso e di bassa qualità, produzioni europee non tutelate, ennesimo colpo basso a produttori, agricoltori, a tutta la filiera e infine a tutti i consumatori. Sono scelte sbagliate, che non possiamo condividere: ci perdiamo tutti”.

«Tradite le richieste del settore risicolo»

Durissimo anche il giudizio sulle istituzioni europee:
“Spiace vedere come le richieste del settore del riso italiano ed europeo siano state totalmente ignorate. Questa scelta colpirà pesantemente le nostre filiere. Dov’è l’autonomia strategica in materia alimentare? Dov’è la retorica del km 0? Dove sono le tutele contro fertilizzanti e pesticidi? Questo accordo è l’opposto di ciò che l’Europa dovrebbe fare. È stata una serata triste” conclude Polato.

Un trilogo che avrebbe dovuto segnare un passo avanti nella difesa delle produzioni europee, e che invece per molti segna un brusco arretramento.

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