L’esclusione del Bentegodi dalla corsa verso Euro 2032 diventa un nuovo fronte politico in città. Ad alzare il livello dello scontro è il senatore veronese Matteo Gelmetti, esponente di Fratelli d’Italia, che punta il dito contro il sindaco Damiano Tommasi e parla di fallimento amministrativo sul dossier stadio. La presa di posizione arriva in una fase delicata: la FIGC ha confermato che la scelta finale dei cinque stadi italiani da proporre alla UEFA arriverà entro l’autunno 2026, ma già a febbraio aveva parlato di nove impianti in linea con i requisiti della candidatura, mentre Verona era tra le undici città coinvolte nei tavoli preparatori del 2025.
Secondo il sen. Gelmetti, il mancato inserimento del Bentegodi tra gli impianti ritenuti realmente competitivi è il simbolo di una città rimasta ferma mentre altre realtà si sarebbero mosse con maggiore rapidità e concretezza. Un’accusa che si inserisce in un quadro nazionale già critico: nelle scorse settimane diverse analisi hanno evidenziato come l’Italia sia in ritardo sul fronte infrastrutturale, al punto che oggi solo l’Allianz Stadium di Torino sarebbe già pronto senza ulteriori interventi strutturali, mentre il Bentegodi è indicato tra gli impianti che necessitano di una profonda riqualificazione.
Durissimo il passaggio politico affidato alla nota del parlamentare veronese. “L’esclusione dello stadio Bentegodi dalla lista degli impianti selezionati per ospitare gli Europei di calcio del 2032 rappresenta una sconfitta pesante per Verona. Una sconfitta che non può essere derubricata a fatalità o a dinamiche esterne: è il risultato evidente di una mancanza di visione, di progettualità e di capacità amministrativa.”
Nel mirino finisce soprattutto Tommasi, proprio sul terreno dello sport. “Fa ancora più riflettere che questo fallimento arrivi proprio su un terreno – quello sportivo – che dovrebbe essere tra i più familiari per il Sindaco Damiano Tommasi. E invece, proprio qui, si registra uno dei risultati più deludenti.”
Per Gelmetti, la partita persa non riguarda solo il calcio ma l’intero sistema economico cittadino. “Questa occasione mancata non è solo una questione sportiva: significa minori investimenti, minore visibilità internazionale, minori opportunità economiche per il territorio. È un treno che passa una volta ogni generazione, e Verona lo ha perso.”
La stoccata finale è anche una domanda politica più ampia rivolta all’amministrazione comunale. “E allora la domanda è inevitabile: se questa amministrazione fallisce anche su un ambito che il Sindaco conosce direttamente, cosa sta accadendo negli altri settori, meno ‘nelle sue corde’? Verona merita di più. Merita una guida capace di programmare, decidere e difendere il proprio ruolo nei grandi scenari nazionali e internazionali. Il tempo degli alibi è finito. È il momento della responsabilità”.













