“I tempi erano strettissimi e per partecipare era necessario presentare uno studio di prefattibilità già approvato dalla Giunta. Nonostante questo, proprio perché ogni strada va perseguita, l’ultimo giorno utile abbiamo deciso lo stesso di rispondere al bando nonostante sapessimo già che il progetto che abbiamo trovato all’ultimo non era in linea con le richieste del concorso. Era infatti una proposta che avevamo nel cassetto, ma che non aderiva al tema lanciato a livello nazionale. In questi giorni stiamo approvando il masterplan di Santa Caterina, sarebbe stato un progetto davvero interessante da presentare ma impossibile da anticipare di un mese, così come quello del Parco della cultura urbana”.
Così l’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala commenta l’esito del bando ‘Italia City Branding 2020’ della Presidenza dei Ministri. Un concorso che puntava ad individuare 20 città con le quali il Governo, attraverso InvestItalia, attuerà piani di investimento con una prevalente componente infrastrutturale, che valorizzino le potenzialità attrattive delle città italiane rispetto agli investimenti nazionali e stranieri. Progetti da sostenere, quindi, ma mirati allo sviluppo di un brand cittadino. E Verona non ha passato la selezione, arrivando all’ultimo posto della classifica, con l’idea del ‘Parco Lineare’, una pista ciclabile che collega la stazione di Porta Nuova con la Fiera. Un modo per incentivare la mobilità sostenibile e il verde, collegata anche al futuro Central Park, ma non rispondente a tutte le richieste del bando nazionale.
“Un’altra occasione persa per la nostra città”, dichiarano i consiglieri del Partito Democratico Federico Benini e Stefano Vallani. “Verona è arrivata ultima su 60 città italiane che hanno partecipato al concorso nazionale indetto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il novembre scorso per la valorizzazione dei brand cittadini”.
Brescia, prima classificata con 79 punti, si è portata a casa 999.241,47 euro per un collegamento meccanizzato tra la città e il suo Castello, che verrà riqualificato. Pisa, seconda classificata con 78 punti, 321.890 euro per la realizzazione di una nuova via d’acqua lungo l’Arno nell’ambito di un progetto di sviluppo del turismo “fluvestre”. Pesaro, terza con 76 punti, si porta a casa 100 mila euro per il completamento della Città della Musica. Ascoli Piceno, quarta, un milione tondo per il completamento del Parco Scientifico e Culturale.
“Che idea ha portato invece la nostra amministrazione comunale? – Si chiedono i consiglieri -. Verona ha partecipato con un progetto di “Parco Lineare” tra la Stazione ferroviaria di Porta Nuova e la Fiera, il quale pare non aver convinto per niente. Totalizzando zero punti, contro i 50 punti raccolti mediamente dalle altre città, significa che la proposta veronese è stata valutata inadatta secondo tutti i parametri di valutazione che comprendevano, ad esempio, la capacità di promuovere il brand cittadino; l’impatto occupazionale e la sostenibilità finanziaria; tempistiche attuative; sostenibilità ambientale, eccetera. Eppure negli anni scorsi l’amministrazione Sboarina si è a lungo esercitata sul tema del brand cittadino, ma evidentemente erano soltanto esercizi di retorica oratoria”.
“Avremmo potuto non partecipare e nessuno avrebbe avuto da ridire – risponde Segala -, mentre, nonostante sapessimo già che le possibilità di essere selezionati erano minime, abbiamo voluto lo stesso provarci. E inviare una nostra proposta. Esserci, far vedere che a Verona l’urbanistica sta galoppando e guarda al futuro, alla sostenibilità e alla rigenerazione degli spazi abbandonati. Con un’attenzione particolare all’ambiente e alla mobilità sostenibile. Tutti i masterplan a cui stiamo lavorando adesso serviranno anche ad avere progetti sempre pronti nel cassetto, materiale disponibile nel caso in cui si aprano concorsi e bandi”.


















