L’amministrazione Tommasi taglia il primo traguardo nel percorso che porterà all’approvazione del nuovo Piano di Assetto del Territorio (PAT), il documento destinato a disegnare lo sviluppo urbanistico di Verona per i prossimi vent’anni.
Si è infatti conclusa la predisposizione degli elaborati pianificatori, primo passaggio fondamentale dell’iter amministrativo che porterà all’adozione del nuovo strumento urbanistico. Un piano che punta a superare il tradizionale modello della città suddivisa in aree separate per residenza, lavoro e produzione, proponendo invece una visione più integrata del territorio, basata sulla rigenerazione urbana, sulla sostenibilità e sulla qualità della vita.
Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Damiano Tommasi, che dopo aver informato la Giunta ha illustrato il risultato raggiunto ai giornalisti, ringraziando in particolare gli uffici comunali e la vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli.
«In tempi ristretti è stato compiuto un importante lavoro. Una visione di città che rigenera invece di espandere. Il PAT è un documento strategico e la sua revisione ha un significato specifico, perché definisce il modo in cui si pianifica il territorio e mette nero su bianco la visione di città che abbiamo, un cambiamento che per Verona non è più procrastinabile. L’adozione definitiva arriverà comunque dopo i pareri tecnici dei prossimi mesi», ha dichiarato il primo cittadino.
Il sindaco non ha nascosto le difficoltà affrontate durante il percorso, ricordando il confronto, spesso acceso, all’interno della maggioranza e della Giunta. Un confronto che, secondo Tommasi, ha però consentito di arrivare a un risultato condiviso.
«Per trovare una soluzione condivisa serve un pizzico di insoddisfazione individuale, altrimenti la soluzione collettiva non è la migliore. Ciò è necessario per ottenere un risultato soddisfacente in favore della città: si tratta di un grande esercizio di politica. E questo sta avvenendo: se siamo arrivati a questa fase è perché tutti i gruppi hanno messo davanti alle loro posizioni il bene della città», ha affermato.
Guardando ai prossimi passaggi istituzionali, il sindaco ha inoltre sottolineato come l’adozione definitiva del piano rappresenterà un importante banco di prova per la coalizione.
«Il modo in cui affronteremo l’adozione finale di questo documento strategico ci darà la misura della capacità amministrativa di trovare un’intesa tra 13-14 gruppi attualmente in maggioranza», ha aggiunto.
Tra gli elementi qualificanti del nuovo PAT figura la scelta di concentrare la pianificazione sulla mobilità sostenibile, prevedendo strumenti normativi che garantiscano continuità agli interventi nel tempo. Per Tommasi il confronto pubblico si è concentrato eccessivamente sulle singole opere viarie, mentre il vero obiettivo è costruire una strategia complessiva.
«Vale il principio che è sempre lo stesso: si implementa una soluzione, la si misura e, se non soddisfa si lavora insieme per trovare una soluzione migliore, tutto ciò in modo scientifico», ha concluso.
Nei prossimi mesi il piano dovrà acquisire i pareri tecnici previsti dalla normativa, tra cui la verifica geologico-sismica, la compatibilità idraulica, la procedura di verifica di assoggettabilità alla VAS e i pareri delle Circoscrizioni e delle Direzioni comunali. Solo al termine di questo percorso il nuovo PAT potrà approdare in Consiglio comunale per l’adozione.
Tra i cardini del documento figurano il contrasto al consumo di suolo, la rigenerazione delle aree dismesse, il rafforzamento del trasporto pubblico, l’incremento della mobilità ciclabile, il potenziamento dell’edilizia sociale, la valorizzazione del patrimonio storico e la trasformazione di Verona Sud e della ZAI in poli di innovazione economica.


















