L’ennesima ondata di maltempo si abbatte sulla provincia di Verona e presenta un conto pesantissimo all’agricoltura. Grandinate violente, piogge torrenziali e raffiche di vento hanno colpito a macchia di leopardo gran parte del territorio veronese, provocando una vera e propria strage di raccolti e danni significativi anche alle infrastrutture agricole.
Le aree maggiormente colpite sono quelle di Oppeano, Isola Rizza, Ronco all’Adige, Legnago, Cerea, Roverchiara, Bonavigo e Sona, dove il violento fronte temporalesco ha investito aziende e campi nel pieno della stagione produttiva.
Il bilancio tracciato da Coldiretti Verona è particolarmente grave. I frutteti di mele e kiwi hanno subito pesanti danni a causa della grandine, mentre le fortissime raffiche di vento hanno provocato la caduta anticipata dei frutti e lesioni tali da comprometterne definitivamente la commercializzazione. Migliaia di quintali di prodotto rischiano così di andare perduti proprio a ridosso della raccolta.
Anche i seminativi hanno pagato un prezzo altissimo. Mais e tabacco sono stati piegati a terra dal vento, con estesi fenomeni di allettamento che renderanno estremamente difficili, se non impossibili, le prossime operazioni di raccolta.
Ai danni sulle coltivazioni si aggiungono quelli alle strutture aziendali. Dopo il recente crollo di cinque ettari di vigneto in Valdadige, le ultime perturbazioni hanno provocato il cedimento di sistemi di protezione e lo scoperchiamento di annessi agricoli, lasciando esposti macchinari, impianti e animali e costringendo gli imprenditori a interventi urgenti di ripristino.
Giacomo Beltrame, vicepresidente di Coldiretti Verona e imprenditore agricolo di Isola Rizza, descrive una situazione drammatica: “In una stagione già segnata dai rincari gestionali, dal carburante ai concimi, fino alle lavorazioni e ai mezzi tecnici, si aggiungono ora danni che sembrano davvero irreparabili. Dove il mais e il tabacco sono stati sradicati e abbattuti dal vento, è ormai impossibile recuperare le piante per la raccolta. La grandine, spinta da raffiche violentissime, è caduta quasi in orizzontale, flagellando le colture. Oltre alla beffa di non raccogliere nulla dopo mesi di fatiche e investimenti, le aziende dovranno sostenere persino i costi per ripristinare le attrezzature, come le manichette e gli impianti di irrigazione, a loro volta pesantemente danneggiati. Noi agricoltori siamo costretti a lavorare in una situazione di sempre maggiore fragilità: noi che siamo al tempo stesso tutori del territorio ma anche i primi a subire le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto.”
Di fronte a un quadro sempre più frequente di eventi meteorologici estremi, Coldiretti Verona punta il dito anche contro l’attuale sistema dei ristori.
Il presidente provinciale Alex Vantini sottolinea: “Negli ultimi anni, a causa dei cambiamenti climatici, gli eventi meteorologici estremi sono diventati una costante drammatica, eppure la gestione dei risarcimenti è rimasta ancorata a logiche del passato quindi la maggioranza dei danni subiti dalle infrastrutture non rientra tra i beni risarcibili.”
L’organizzazione è già al lavoro per effettuare il monitoraggio delle aziende colpite e assistere gli imprenditori nelle procedure di segnalazione. L’invito rivolto agli agricoltori è quello di documentare con fotografie e rilievi tutti i danni subiti, in particolare quelli alle strutture, così da poter predisporre le richieste di risarcimento.
Ancora una volta il maltempo conferma come i cambiamenti climatici stiano mettendo sempre più sotto pressione il comparto agricolo veronese, costretto a fare i conti non solo con raccolti compromessi, ma anche con costi crescenti e strumenti di tutela che, secondo il mondo agricolo, non sono più adeguati alla nuova realtà.


















