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DDL Caccia: il 24 luglio manifestazione con oltre 24 associazioni e Licia Colò

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Licia Colò


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Verona si prepara a diventare il punto di riferimento della mobilitazione contro il nuovo Disegno di legge sulla caccia. Venerdì 24 luglio, alle 19, Piazza dei Signori ospiterà una manifestazione promossa da oltre ventiquattro associazioni ambientaliste e animaliste, unite per chiedere lo stop al DDL Caccia 1552, attualmente all’esame della Camera dopo il via libera del Senato.

L’iniziativa, coordinata da Giuseppe Rea, consigliere con delega alla tutela e al benessere degli animali del Comune di Verona, punta a sensibilizzare cittadini e istituzioni sui contenuti della riforma, che secondo i promotori rischia di indebolire le tutele della fauna selvatica e della biodiversità.

Tra gli ospiti annunciati ci sarà anche la conduttrice televisiva Licia Colò, che attraverso un videomessaggio ha confermato la propria partecipazione: “Il 24 luglio sarò a Verona, in Piazza dei Signori, con tante associazioni che vogliono far sentire la propria voce. Incontriamoci, parliamone, facciamoci sentire in modo civile. Diciamo di no a chi non vuole rispettare la vita dei selvatici. Non lasciamo che gli altri decidano al posto nostro.”

Secondo gli organizzatori, il provvedimento introdurrebbe modifiche significative alla disciplina della caccia. Tra gli aspetti maggiormente contestati figurano la possibilità di estendere il calendario venatorio oltre i primi dieci giorni di febbraio, l’apertura dell’attività venatoria nei demani forestali e marittimi, l’utilizzo di visori notturni nella caccia di selezione, l’ampliamento delle specie cacciabili e il ridimensionamento del ruolo scientifico dell’ISPRA, il cui parere passerebbe da vincolante a consultivo.

Per gli ambientalisti, il testo comporterebbe anche un aumento dei rischi per la sicurezza dei cittadini.

L’avvocata Alessandra Galiotto Barba, delegata OIPA Verona, afferma: “Non si può mettere a rischio l’incolumità dei cittadini: allargando tempi, luoghi e strumenti della caccia, gli incidenti non potranno che aumentare. Si spara più a lungo, più vicino e anche di notte, proprio dove le persone camminano, corrono e vivono.”

La manifestazione punta inoltre a richiamare l’attenzione sulle posizioni espresse da diversi organismi scientifici e istituzionali europei e sul dato riportato dagli organizzatori secondo cui circa il 70% degli italiani sarebbe contrario alla caccia.

Giuseppe Rea, coordinatore dell’iniziativa, dichiara: “Il popolo italiano, a partire dai giovani, non ha alcuna intenzione di farsi prendere in giro — per usare un eufemismo — da chi ancora una volta antepone gli interessi personali all’interesse pubblico e delle future generazioni, col solo scopo di assecondare, per una manciata di voti, gli interessi di pochi, con l’unico fine di continuare a occupare, dico io ‘indegnamente’, un luogo sacro che è il nostro Parlamento.”

Nel corso della presentazione sono intervenuti anche i rappresentanti delle principali associazioni aderenti.

Per Romano Giovannoni di ENPA, “i cacciatori non sono gli unici protagonisti: dietro il DDL 1552 si muove una rete di interessi che li lega alle aziende faunistico-venatorie e alla politica del governo, in un disegno molto più ampio.”

Donatella Ceccon, di LAV Verona, sostiene: “Come diceva Pericle nel celebre discorso sulla democrazia, la politica dovrebbe ispirare la sua azione al valore del bene comune. Ma con questo provvedimento chi ci governa si piega a essere un mero sostegno degli interessi particolari della lobby dei cacciatori, sempre più facilitati nella loro attività crudele e anacronistica.”

Secondo Elena Gatti di Legambiente Verona, “La legge ridefinisce l’attività venatoria come ‘bioregolatrice’ e utile alla conservazione della natura, capovolgendo i principi scientifici. Si teme un aumento dei rischi per i cittadini, considerando che l’attività venatoria ha già provocato quasi 2.000 vittime tra morti e feriti negli ultimi vent’anni. La riforma, inoltre, ignora i moniti della Commissione europea ed espone l’Italia a potenziali procedure di infrazione per la violazione delle direttive continentali, indebolendo al tempo stesso il ruolo scientifico dell’ISPRA.”

Sulla stessa linea Michele Dall’O, presidente del WWF Verona, che afferma: “Abbiamo bisogno di ecologi, di biologi, di faunisti, non di cacciatori che si improvvisino gestori della natura. Abbiamo bisogno di più guardiaparco e di più guardie provinciali, non di prosciugare le ultime risorse custodite nei nostri Parchi.”

L’attenzione viene posta anche sulle possibili conseguenze ambientali. Carlotta Mantovani, del Progetto Verona Natura Lago, evidenzia: “Ogni anno tonnellate di pallini di piombo restano disperse nell’ambiente. Gli animali si intossicano per saturnismo, ma quel veleno non si ferma a loro: contamina la catena alimentare, i terreni e le falde acquifere, fino a diventare una minaccia diretta anche per la salute umana.”

Anna Paola Manara, di SOS Anfibi Verona, richiama invece la necessità di rafforzare la tutela della biodiversità: “Una tutela efficace della biodiversità richiederebbe di muoversi nella direzione esattamente opposta a quella prospettata da questa legge.”

Anche LIPU e Verona Birdwatching APS ribadiscono la loro posizione: “Esprimiamo netta contrarietà alle modifiche proposte alla legge 157/1992: riteniamo la caccia incompatibile con la conservazione della biodiversità. Chiediamo lo stop ai richiami vivi, la tutela delle specie a rischio come l’allodola e il mantenimento del parere vincolante dell’ISPRA.” La LIPU Sezione di Verona aggiunge: “Ridurre l’autorevolezza e la centralità dell’ISPRA, per affidare i calendari venatori a comitati regionali, significa sostituire la scienza con la propaganda politica. La tutela della fauna ha bisogno di dati rigorosi, non di concessioni elettorali.”

Durante l’iniziativa è previsto anche un momento di raccoglimento guidato dall’autore ed esperto di meditazione Luca Demian Gonzatto, che dichiara: “Quella di venerdì 24 luglio sarà solo una manifestazione per l’ambiente e per la fauna selvatica ma un modo per difendere la nostra stessa vita e il futuro delle prossime generazioni, che rischiano di ritrovarsi in mezzo a una crisi climatica e valoriale senza precedenti.”

Alla manifestazione aderiscono, tra gli altri, LAV, ENPA, WWF, Legambiente, LIPU, Progetto Verona Natura Lago, Animalisti Verona, LNDC Verona, Hotel Gatti, SOS Anfibi, Verona Birdwatching e Io non ho paura del lupo, con il supporto di numerose altre realtà associative del territorio.

L’appuntamento è fissato per venerdì 24 luglio 2026 alle ore 19 in Piazza dei Signori, con l’obiettivo dichiarato dagli organizzatori di dare vita a una mobilitazione nazionale a partire proprio da Verona.



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