La tensione interna alla Lega veronese sale ulteriormente di livello. Dopo le dure parole del segretario provinciale Paolo Borchia, che aveva accusato i vertici regionali di aver penalizzato Verona nelle recenti nomine, arriva una replica durissima dall’interno dello stesso partito. A firmarla è Matteo Mattuzzi, tra i consiglieri più votati del Direttivo provinciale ed ex presidente di Ater Verona, che chiede apertamente un passo indietro del segretario.
Per Mattuzzi, le responsabilità della situazione politica della Lega scaligera non sarebbero da ricercare a Venezia, bensì nella gestione interna del partito da parte di Borchia.
“Leggo con stupore le dichiarazioni del segretario provinciale Paolo Borchia in merito ai presunti torti subiti da Verona a livello regionale. È troppo facile oggi fare la vittima e scaricare le responsabilità su Venezia e sui vertici veneti per coprire i propri fallimenti e una gestione del partito totalmente fallimentare”, afferma Mattuzzi.
L’esponente del Direttivo contesta direttamente anche il consenso interno del segretario provinciale.
“Borchia parla di mancati riconoscimenti regionali, ma dimentica di dire la verità: oggi non ha più la maggioranza all’interno del Direttivo Provinciale. Se la Lega veronese si trova isolata e priva di posizioni operative a pochi mesi dalle elezioni amministrative, la colpa è unicamente del suo metodo di gestione”.
Secondo Mattuzzi, negli ultimi tre anni il partito sarebbe stato guidato senza un reale confronto con gli organismi dirigenti.
“Borchia ha guidato il partito in completa e totale autonomia, senza mai condividere le scelte strategiche con il Direttivo, azzerando il confronto, non convocando riunioni cruciali e fuggendo dal dibattito interno”.
Nel mirino finiscono anche i rapporti con la base e con gli amministratori locali.
“Le sezioni e i militanti sul territorio – coloro che da vent’anni e più sputano sangue per questo partito – sono stati lasciati in un completo stato di abbandono. Non ci sono stati incontri sul territorio, non c’è stato ascolto”.
Per Mattuzzi, le difficoltà della Lega veronese sarebbero quindi il risultato di un metodo politico che avrebbe progressivamente allontanato il gruppo dirigente dal territorio.
L’affondo finale è una vera e propria richiesta di dimissioni.
“Gran parte degli amministratori locali, dei militanti storici e dei tesserati della nostra provincia è stanca e spera in un cambio di rotta immediato. Non possiamo arrivare alle prossime sfide elettorali guidati da chi usa il partito come un feudo personale anziché valorizzare la squadra”.
E conclude:
“Per queste ragioni, come membro del Direttivo Provinciale e interpretando il sentimento diffuso della nostra base sul territorio, chiedo che Borchia prenda atto di questa situazione e che, nell’interesse del partito, scelga di dimettersi. La sua gestione sta portando la Lega veronese in un abisso: è tempo di voltare pagina con energia e spirito positivo, aprendo una nuova stagione che sappia ridare centralità alla voce dei militanti e nuova dignità al nostro territorio”.


















