L’ex governatore della Regione Campania ha criticato, nei giorni scorsi, la Presidente del Consiglio, rea, a suo dire, di aver suggerito che il prossimo Presidente della Repubblica possa essere di destra.
L’ex governatore campano si lamenta del fatto che la nomina di un Presidente non andrebbe politicizzata, che non dovrebbe diventare terreno di scontro fra i partiti, che il Presidente è super partes (o dovrebbe esserlo) e così via.
Ora sul fatto che un Presidente, una volta eletto, debba essere il Presidente di tutti e debba cercare, per quanto possibile, di essere super partes, non c’è discussione. Anche se sappiamo che la prassi non sempre si conforma alla teoria.
Sul fatto che sia preferibile arrivare ad una scelta condivisa da molte se non tutte le forze politiche non c’è dubbio.
Sul fatto che, in nome di una nomina condivisa, si cerchi di cominciare a dire che una figura prestigiosa, di destra, non possa essere in lizza per la Presidenza, si deve invece essere molto in disaccordo.
La destra, così come la sinistra, il centro, e tutte le anime che sono rappresentate in Parlamento hanno perfettamente il diritto di avere un candidato di bandiera e di sperare di influenzare l’elezione del prossimo Presidente.
Se Fratelli d’Italia si prodigasse più per l’elezione di Romano Prodi che per quella di Gianfranco Fini – uso, a puro scopo esemplificativo, il nome di due prestigiosi politici bolognesi – sarebbe un fatto piuttosto bizzarro e di cui poi FdI dovrebbe render conto ai suoi elettori (che ovviamente preferiscono Fini a Prodi).
E’ possibile che la destra o il centro destra possano eleggere un Presidente di area invece che un Presidente di un centro-sinistra?
Con, forse, le possibili eccezioni di De Nicola e Einaudi (liberali) e di Segni (democristiano), che non erano di sinistra, tutti gli altri presidenti della storia repubblicana sono stati o di sinistra (Saragat del PSDI, Pertini del PSI, Ciampi indipendente ma di sinistra, Napolitano dei Democratici di Sinistra) o di centro-sinistra o meglio esponenti della sinistra democristiana (Scalfaro, Mattarella,…) o di centro (Cossiga). Per cui, storicamente il centro-destra, che rappresenta la maggioranza dell’elettorato italiano, ha faticato ad eleggere Presidenti di centro-destra. Un Presidente di destra non è mai stato eletto. Per cui la storia ci dice che l’elezione, in un prossimo futuro, di un Presidente di destra o centro-destra sarà poco probabile anche se il centro-destra vincesse le prossime elezioni.
Purtroppo i sondaggi più recenti danno un centro-destra in calo e pensare che un parlamento con una maggioranza di centro-sinistra possa eleggere un Presidente di centro-destra è pura fantasia.
Per avere un’idea più chiara, bisogna aspettare il risultato delle prossime elezioni politiche, e vedere cosa sceglieranno gli italiani fra il centro destra guidato da Meloni e il Campo Largo. Alle prossime elezioni gli italiani decideranno non solo chi va al governo, ma influenzeranno anche la corsa per la Presidenza della Repubblica — per cui saranno elezioni più importanti del solito.
Riccardo Pelizzo
Decano della Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University


















