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Governance Poll, Tommasi perde terreno: ormai è tra i sindaci meno apprezzati d’Italia

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Damiano Tommasi


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C’era chi prometteva una Verona diversa. In effetti diversa lo è diventata: oggi è tra le città con il sindaco meno apprezzato d’Italia.

Il Governance Poll 2026 del Sole 24 Ore certifica una realtà difficile da ignorare. Damiano Tommasi precipita al 91° posto su 92 sindaci, con un gradimento fermo al 46%. Tradotto: davanti a lui ci sono praticamente tutti. Dietro resta soltanto un collega, giusto per evitare l’ultimo posto assoluto.

A un anno dalle elezioni comunali, il dato ha un peso politico enorme. Nel 2022 Tommasi aveva conquistato Palazzo Barbieri con il 52,2% dei voti, presentandosi come il volto del cambiamento. Oggi quel cambiamento sembra essersi trasformato in un rapido corso di disillusione: oltre sei punti di consenso evaporati e un crollo di 7,4 punti rispetto alla rilevazione precedente.

Naturalmente qualcuno ricorderà che il Governance Poll non è un sondaggio elettorale. Vero. Ma misura una domanda molto semplice: “Se si votasse oggi, riconfermerebbe il sindaco?“. A Verona meno di un cittadino su due risponde sì. Non proprio il miglior biglietto da visita per chi si prepara all’ultimo anno di mandato.

Certo, Antonio Noto spiega che i sindaci vengono giudicati anche su problemi che spesso non dipendono direttamente dai Comuni: sicurezza, costo della vita, disagio sociale. Tutto corretto. Peccato che questo valga anche per gli altri 91 sindaci della classifica, molti dei quali riescono comunque a stare parecchie decine di posizioni sopra Verona, in aree della penisola ben più “difficili”.

Il confronto con il resto del Veneto è ancora più impietoso. Treviso vola al settimo posto nazionale, Padova supera il 54%, Vicenza si mantiene nelle posizioni alte e persino Belluno precede Verona. Il capoluogo scaligero, invece, sembra aver scelto una competizione diversa: quella per evitare il fanalino di coda.

I commenti a Palazzo Barbieri si stanno sprecando: “Viene quasi da sorridere pensando agli slogan con cui era iniziata questa amministrazione: partecipazione, ascolto, dialogo, nuova visione. Dopo quattro anni, il risultato più tangibile sembra essere la scalata… al contrario della classifica del gradimento” si stente ripetere tra le fila del centrodestra veronese.

Il rischio, per Tommasi, è che il vero avversario delle prossime elezioni non sia il centrodestra, ma il bilancio del suo stesso mandato. Perché quando il consenso scende così in basso, la narrativa del “stiamo lavorando bene ma non veniamo capiti” comincia ad assomigliare più a una giustificazione che a una spiegazione.

E se è vero che un sindaco sta peggio, a Verona non sembra una consolazione. Anche perché, come si dice nello sport che Tommasi conosce bene, quando la classifica ti vede nelle ultime posizioni non basta dire che c’è chi ha meno punti: prima o poi bisogna iniziare a vincere qualche partita.



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