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Caldo record, Confagricoltura lancia l’allarme: “A rischio colture e allevamenti veronesi”

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L’ondata di caldo eccezionale che sta interessando la provincia di Verona comincia a presentare un conto sempre più pesante all’agricoltura. Temperature elevate, giornate lunghissime e consumi d’acqua in costante aumento stanno mettendo sotto pressione campi e allevamenti, con il rischio di gravi ripercussioni economiche se la situazione dovesse protrarsi ancora.

A lanciare l’allarme è Confagricoltura Verona, che descrive uno scenario sempre più difficile per aziende agricole e allevatori.

Il presidente Alberto De Togni non nasconde la preoccupazione.

“Se continuerà questo caldo, con 15 ore di sole giornaliere e oltre 40 gradi al sole, anche irrigare diventerà una pratica inutile. Con questo livello di temperature bisognerebbe abbeverare le piante almeno ogni due o tre giorni, perché le temperature sono così alte che buona parte dell’acqua evapora velocemente. La situazione è molto seria.”

L’Adige regge, ma i consumi sono enormi

Per il momento il territorio veronese riesce a far fronte all’emergenza grazie alla disponibilità idrica garantita dal fiume Adige, ma il margine di sicurezza si sta progressivamente assottigliando.

“In alcune zone del Veneto è ancora più grave perché hanno pochissima acqua; qui da noi stiamo reggendo finché l’Adige rimane su questi livelli, ma non so per quanto, perché i prelievi sono davvero consistenti e il consumo di acqua è spaventoso. Speriamo che piova, o quantomeno che si riducano le temperature.”

Secondo De Togni, il problema principale non è rappresentato soltanto dai picchi di calore, ma soprattutto dalla loro durata.

“Il problema non è tanto il picco delle temperature, ma la durata delle stesse. Sono troppi giorni che il caldo non molla e, a quanto dicono le previsioni, andrà avanti così almeno per una settimana.”

Soffrono anche gli allevamenti

Le alte temperature stanno provocando effetti significativi anche negli allevamenti, dove lo stress termico incide direttamente sulla produttività degli animali.

“Grandissima difficoltà per tutte le colture e per gli animali: con queste temperature i bovini da latte riducono pesantemente la produzione, i bovini da carne crescono molto meno e anche gli avicoli soffrono, anche se gli allevamenti godono degli impianti di raffrescamento per combattere lo stress termico.”

A peggiorare il quadro, sottolinea il presidente di Confagricoltura Verona, c’è l’aumento dei costi energetici necessari per mantenere in funzione gli impianti di raffrescamento.

“Con costi che salgono vertiginosamente, dato che i prezzi di energia elettrica e gasolio sono ormai alle stelle.”

L’agricoltura veronese guarda quindi con crescente preoccupazione alle prossime settimane: senza un abbassamento delle temperature o precipitazioni significative, la stagione estiva rischia di mettere seriamente in difficoltà produzioni agricole e zootecniche, con effetti che potrebbero riflettersi sull’intera filiera agroalimentare.



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