Genio letterario di livello assoluto Paolo Villaggio capì prima e più di chiunque altro che gli italiani non amano la cultura e l’istruzione. Nei film dedicati a Fantozzi i congiuntivi sono sistematicamente storpiati e la Corazzata Potemkin, celebre film del 1925, è definita una c… pazzesca. Per l’ilarità del pubblico o di un pubblico che in fondo per la cultura e l’istruzione hanno poca simpatia.
Che gli italiani non amino emerge con chiarezza anche dai dati ISTAT.
In Italia per divertimenti e cultura si spende meno che nel resto d’Europa.
Nel 2022 596 persone su mille sono entrate in una biblioteca con un calo del 28,8 per cento rispetto al dato del 2019.
Nel 2022 i 4416 musei sparsi per il territorio nazionale sono stati visitati da 108 milioni di turisti.
Il numero di turisti in visita ai Musei è un numero su cui vale la pena soffermarsi perché, per quanto enorme, è del tutto insoddisfacente.
I Grandi Musei da soli fanno milioni di turisti:
- Il Louvre a Parigi ha fatto 9 milioni di visitatori nel 2025,
- il Metropolitan a New York ne ha fatti 5,7,
- la National Gallery ne ha fatti 4,1.
Non sono solo i grandi musei stranieri ad attirare milioni di visitatori, lo fanno anche i grandi musei italiani (e Vaticani). Gli Uffizi sono stati visitati da 5,2 milioni di turisti, i Musei Vaticani da 6,8 milioni di turisti.
Il che vuol dire che una volta conteggiati i grandi musei italiani, nei rimanenti 4000 e rotti musei non c’è andato quasi nessuno.
In un paese come l’Italia, in cui si sono circa 60 milioni di cittadini e altrettanti turisti stranieri – nel 2019 l’Italia ha attirato, fonte Banca Mondiale, 95,3 milioni di turisti – 108 milioni di visitatori per i nostri musei sono un dato modesto.
L’aspetto preoccupante della mancanza di amore per la cultura non è tanto legato al fatto che si legga poco e non si vada ai musei, ognuno è libero di far quello che vuole, quanto il fatto che si finisce con il dimenticare che la cultura per noi in Italia può essere fonte di ricchezza.
Quando si dice che la cultura è ricchezza non si intende solo dire che chi ha più cultura ha una vita più ricca. Umberto Eco diceva che chi non legge vive una vita sola, mentre chi legge ne vive molte di più. La cultura è ricchezza perchè può creare lavoro, opportunità di guadagno e quindi ricchezza vera e propria.
Anche se si cerca di non capirlo, si deve investire nelle industrie creative. Il nostro benessere e il nostro futuro dipendono dal loro successo.
Riccardo Pelizzo
Decano della Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University


















