Inflazione, rincari e incertezza economica continuano a influenzare le scelte delle famiglie, ma senza frenare del tutto la voglia di spendere. È il quadro che emerge dall’indagine previsionale sui consumi estivi realizzata da Confcommercio Veneto e Unioncamere Veneto, che fotografa le intenzioni di acquisto dei cittadini tra giugno e agosto.
A Verona prevale un atteggiamento prudente, ma il terziario di mercato mostra segnali di tenuta, sostenuto soprattutto da abbigliamento, ristorazione, benessere e attività legate al tempo libero.
Secondo l’indagine, le categorie di spesa che attireranno maggiormente i veronesi durante l’estate saranno l’abbigliamento, le calzature e gli accessori, indicati dal 70% degli intervistati, e la ristorazione insieme a sagre ed eventi enogastronomici, anch’essi al 70%. Seguono il benessere e la cura della persona al 61%, viaggi e vacanze al 52%, libri al 43% e attività sportive al 40%.
Un dato che evidenzia come, nonostante le difficoltà economiche, i consumatori continuino a investire nelle esperienze, nella qualità della vita e nel tempo libero.
Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona, legge i numeri con moderato ottimismo.
“Il quadro è quello di consumatori attenti e selettivi, ma non rinunciatari. Ristorazione, eventi, benessere e abbigliamento confermano un ruolo centrale nei consumi estivi”.
Inflazione ancora protagonista
L’aumento del costo della vita continua però a pesare sui bilanci familiari. A Verona il 79% degli intervistati dichiara infatti che inflazione e rincari incidono sulle proprie scelte di spesa, un dato sostanzialmente in linea con la media regionale dell’80%.
Un elemento che spiega la crescente attenzione dei consumatori verso acquisti ponderati e mirati, con una ricerca sempre più accurata del miglior rapporto tra qualità e prezzo.
Saldi estivi, attesa per il via del 4 luglio
Particolare interesse è rivolto ai saldi estivi, che scatteranno ufficialmente il 4 luglio.
A Verona il 44% dei consumatori prevede di acquistare capi di abbigliamento durante il periodo degli sconti, il 41% calzature, il 12% borse e accessori e il 2% altri prodotti.
Anche sul fronte della spesa emerge una sostanziale stabilità: il 67% dei veronesi prevede di spendere quanto lo scorso anno, il 25% pensa di ridurre il budget e il 9% ipotizza invece una spesa superiore.
Per il presidente Arena, i saldi continuano a rappresentare un appuntamento importante per il commercio tradizionale.
“Il dato sui saldi conferma che non siamo di fronte a un crollo dei consumi, ma a una domanda più prudente e consapevole. Per molti negozi i saldi restano un momento strategico anche per consolidare il rapporto con la clientela. Il negozio fisico continua ad avere un valore importante quando sa offrire consulenza, fiducia e qualità”.
Vacanze: Verona più prudente del resto del Veneto
Sul fronte turistico, il 52% dei veronesi dichiara che partirà per una vacanza estiva, una quota inferiore rispetto alla media regionale del 61%.
Tra chi viaggerà, il 22% resterà in Veneto, il 64% sceglierà una destinazione italiana fuori regione, mentre il 33% opterà per l’estero.
Numeri che confermano una maggiore cautela delle famiglie veronesi rispetto al resto della regione, probabilmente influenzata dal contesto economico ancora incerto.
Vince la qualità, il negozio fisico resta centrale
L’indagine evidenzia inoltre che il 66% dei consumatori veneti continuerà a preferire gli acquisti nei negozi fisici, contro il 34% che sceglierà prevalentemente l’online.
Ancora più significativo il dato relativo ai criteri di acquisto: il 60% degli intervistati dichiara di privilegiare la qualità rispetto al prezzo, fermo al 40%.
Per il direttore generale di Confcommercio Verona, Nicola Dal Dosso, è proprio questo il terreno sul quale il commercio locale deve continuare a puntare.
“Il messaggio è chiaro: il prezzo conta, ma non basta. I consumatori cercano qualità, affidabilità, relazione, professionalità e servizi. È su questi elementi che il terziario di mercato veronese può continuare a competere, valorizzando la propria identità e il rapporto diretto con il cliente. I dati dell’estate 2026 confermano un quadro di tenuta, ma anche la necessità di sostenere le imprese in una fase ancora complessa, segnata da inflazione, trasformazione dei comportamenti di acquisto e crescente competizione tra canali fisici e digitali”.
Per il commercio veronese l’estate si apre dunque all’insegna della cautela, ma senza segnali di arretramento. I consumatori spendono con maggiore attenzione rispetto al passato, ma continuano a premiare i settori legati alla qualità, all’esperienza e alla relazione diretta con il territorio.


















