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Rigaste San Zeno, la passeggiata più bella di Verona ostaggio del degrado e dell’insicurezza

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Per generazioni di veronesi le Rigaste San Zeno hanno rappresentato una delle passeggiate più suggestive della città. Un tratto di lungadige unico, sospeso sopra il fiume, che collega il centro storico e Castelvecchio con il quartiere di San Zeno, tra scorci mozzafiato, panchine, alberi e una vista privilegiata sull’Adige.

Un luogo che dovrebbe essere sinonimo di relax, bellezza e qualità della vita. E invece, per molti cittadini, sta diventando sempre più spesso un posto da evitare.

La segnalazione arrivata al Mattino di Verona da una nostra lettrice racconta infatti una realtà ben diversa da quella che dovrebbe caratterizzare uno degli angoli più iconici della città.

La donna stava passeggiando lungo le Rigaste insieme al proprio cagnolino quando si è trovata di fronte a più gruppi di giovani extracomunitari che stazionavano nell’area verde. Ragazzi descritti come visibilmente alterati, con bottiglie di alcolici in mano e sigarette dall’odore inequivocabile di marijuana.

Quella che doveva essere una tranquilla passeggiata si è trasformata in pochi minuti in un’esperienza spiacevole e intimidatoria.

Secondo il racconto della lettrice, che si aggiunge ai fatti di cronaca delle settimane scorse, il gruppo avrebbe iniziato a rivolgerle commenti offensivi e sessisti, accompagnati da atteggiamenti provocatori e minacciosi. Nel mirino sarebbe finito persino il piccolo cane che la accompagnava.

Un episodio che, al di là dei singoli comportamenti, evidenzia un problema più ampio: la progressiva perdita di controllo di alcuni spazi pubblici della città.

Le Rigaste San Zeno non sono una zona periferica o dimenticata. Si trovano nel cuore di Verona, lungo uno dei percorsi più frequentati da residenti e turisti. E proprio per questo la situazione appare ancora più grave.

Quando una donna non si sente libera di passeggiare serenamente in pieno giorno in uno dei luoghi simbolo della città, significa che qualcosa non sta funzionando.

Il problema non riguarda soltanto il degrado urbano o la presenza di gruppi molesti. Riguarda soprattutto la percezione di sicurezza e il diritto dei cittadini di vivere gli spazi pubblici senza timore di essere insultati, intimiditi o importunati.

Da tempo il dibattito cittadino è attraversato dal tema delle cosiddette “zone rosse”, aree nelle quali fenomeni di microcriminalità, spaccio, consumo di alcol e sostanze stupefacenti, vandalismi e comportamenti aggressivi finiscono per allontanare i cittadini perbene.

Le Rigaste San Zeno rischiano oggi di entrare in questo elenco.

Ed è un paradosso difficile da accettare. Perché stiamo parlando di uno dei luoghi più belli e rappresentativi di Verona, un biglietto da visita della città che dovrebbe essere valorizzato e protetto, non abbandonato all’inciviltà di pochi.

La speranza è che questa ennesima segnalazione non resti lettera morta.

Servono controlli costanti, una presenza visibile delle forze dell’ordine e un presidio continuo del territorio. Ma serve soprattutto la consapevolezza politica che il tema della sicurezza urbana non può essere minimizzato o archiviato come una semplice questione di percezione.

Le Rigaste San Zeno meritano di tornare ad essere ciò che sono sempre state: una passeggiata romantica affacciata sull’Adige, un luogo di incontro e di serenità per famiglie, anziani, sportivi e turisti.

Perché quando una delle cartoline più belle di Verona diventa un luogo da evitare, a perdere non è soltanto chi subisce un’offesa o una minaccia. Perde l’intera città.



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