La tradizione incontra la sperimentazione, il teatro dialoga con la danza, la musica e le nuove tecnologie, mentre Verona prova a rafforzare il proprio ruolo nel panorama culturale internazionale. È questa la sfida della 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, che dal 25 giugno al 18 settembre trasformerà il Teatro Romano e numerosi luoghi della città in un grande laboratorio artistico a cielo aperto.
Per la prima volta il festival è guidato dal nuovo direttore artistico Fabrizio Arcuri, chiamato a raccogliere una tradizione lunga quasi ottant’anni e a proiettarla verso una dimensione sempre più europea e internazionale. Un cambio di passo che emerge chiaramente sia dalla struttura del programma sia dalla presenza di artisti provenienti da diversi Paesi.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è “(H)Earth of Glass”, un titolo che richiama la Terra come elemento simbolico e materiale, capace di rappresentare contemporaneamente radici, identità e trasformazione. Un filo rosso che attraversa l’intera programmazione e che si collega al percorso avviato lo scorso anno con il tema dell’acqua.
L’immagine ufficiale della manifestazione porta la firma dell’artista Matteo Basilè, autore noto a livello internazionale per opere che fondono fotografia, pittura e linguaggi digitali. Una scelta che conferma la volontà del festival di dialogare con i linguaggi contemporanei senza rinunciare alla propria identità storica.
Shakespeare torna protagonista
Il cuore dell’Estate Teatrale resta il Festival Shakespeariano, da sempre elemento distintivo della rassegna veronese. L’apertura è affidata a uno dei nomi più prestigiosi del teatro europeo contemporaneo, Declan Donnellan, che porterà al Teatro Romano “Los dos hidalgos de Verona – I due gentiluomini di Verona”, produzione internazionale realizzata insieme alla Compañía Nacional de Teatro Clásico e alla compagnia Cheek by Jowl.
Il programma shakespeariano proseguirà con una serie di riletture contemporanee dei grandi classici. Tra queste spicca “Tito Andronico – Why don’t you stop the show?”, con Francesco Montanari, che affronta il tema della violenza e della sua normalizzazione nella società contemporanea.
Grande attesa anche per “Romeo e Giulietta in the War”, scritto e interpretato da Stefano Massini, e per “Rex Destruens, Re Lear”, riflessione filosofica affidata a Massimo Cacciari. Sul palco saliranno inoltre Lella Costa con “Otello, di precise parole si vive” e Filippo Timi con “Amleto²”, uno degli spettacoli più apprezzati del suo repertorio.
Toni Servillo e Nicola Piovani tra gli eventi simbolo
Tra gli appuntamenti di maggiore richiamo figura certamente “Padre Cicogna”, racconto sinfonico tratto da Eduardo De Filippo e firmato dal premio Oscar Nicola Piovani, che ne curerà anche la direzione musicale. Sul palco sarà affiancato da Toni Servillo, voce narrante di una produzione realizzata appositamente per il festival.
Un evento che rappresenta bene la nuova direzione intrapresa dall’Estate Teatrale Veronese: produzioni originali, grandi interpreti e una forte attenzione alla qualità artistica.
La danza internazionale conquista il Teatro Romano
Accanto al teatro, la danza contemporanea occupa uno spazio centrale nella programmazione.
Arriveranno a Verona i Momix con “Botanica – Season 2”, spettacolo che unisce illusionismo, movimento e immagini visionarie. In cartellone anche la compagnia belga Peeping Tom con “Diptych” e il coreografo francese Yoann Bourgeois, celebre per le sue performance dedicate al rapporto tra corpo, equilibrio e gravità.
Una proposta che punta a intercettare pubblici differenti e a consolidare il ruolo del Teatro Romano come spazio aperto alle più diverse forme espressive.
Musica tra cantautorato e ospiti internazionali
L’Estate Teatrale Veronese 2026 dedicherà ampio spazio anche alla musica.
Tra i protagonisti figurano Paolo Fresu, Nicolò Fabi, Daniele Silvestri, Simona Molinari, Raphael Gualazzi, Joan Thiele e Coez, accanto a nomi internazionali come gli inglesi White Lies, l’ex chitarrista degli Smiths Johnny Marr, la portoghese Dulce Pontes e il Quinteto Astor Piazzolla dall’Argentina.
Una programmazione che attraversa generi e generazioni, dal jazz al cantautorato, dal pop alternativo alle contaminazioni world music.
Verona diventa un palcoscenico diffuso
Uno degli aspetti più innovativi dell’edizione 2026 è il progetto “Costellazioni”, che porta spettacoli, installazioni e performance fuori dai luoghi tradizionali del festival.
Piazza Bra, il Parco Santa Toscana, il Museo Cavalcaselle e altri spazi cittadini ospiteranno eventi partecipativi e percorsi immersivi pensati per coinvolgere direttamente il pubblico. Tra questi figurano “Overtourism” di Babilonia Teatri, “The Walks / Verona” dei Rimini Protokoll e “Attraversamenti” di Chiara Frigo e Silvia Gribaudi.
L’obiettivo dichiarato è trasformare Verona in un ecosistema culturale diffuso, in cui la città stessa diventa parte integrante dell’esperienza artistica.
Spazio ai giovani e alle nuove drammaturgie
Particolare attenzione sarà riservata agli artisti under 40 attraverso la sezione “Nuove Orbite”, dedicata a nuove scritture, sperimentazione e ricerca.
Tra i progetti selezionati figurano “Hijos de Buddha” di Nicolò Sordo, “Infinita Bellezza” di Claudia Manuelli, “L’isola dei ciccioni felici” di Andrea Mattei e “Digital Odyssey”, percorso che intreccia videoarte, teatro e drammaturgia contemporanea.
Ugolini: “Verona al centro della geografia teatrale contemporanea”
L’assessora alla Cultura Marta Ugolini ha sottolineato il significato strategico della nuova stagione.
“L’Estate Teatrale Veronese celebra 78 anni di eccellenza rinnovandosi con un’energia profonda. Con questa edizione curata da Fabrizio Arcuri inauguriamo un nuovo corso che trasforma il Festival Shakespeariano nel cuore pulsante di un’offerta artistica di respiro globale. Riportare Shakespeare a Verona attraverso produzioni internazionali di caratura mondiale significa riposizionare la nostra città al centro della geografia teatrale contemporanea”.
Un obiettivo ambizioso che passa da una programmazione ricca di prime nazionali, coproduzioni internazionali e grandi nomi della scena culturale.
Con oltre due mesi e mezzo di appuntamenti, l’Estate Teatrale Veronese 2026 si presenta dunque come uno dei più importanti cartelloni culturali dell’estate italiana, con la volontà di rafforzare il legame con il territorio senza rinunciare a una prospettiva sempre più internazionale.


















