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Marcinelle, Borchia (Lega) attacca: «Negare una targa ai caduti è uno schiaffo alla memoria»

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Paolo Borchia


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Duro intervento dell’europarlamentare Paolo Borchia (Lega) dopo la decisione del Consiglio di Amministrazione del sito minerario di Bois du Cazier di respingere la richiesta avanzata dall’UGL per l’installazione di una targa commemorativa dedicata ai minatori morti nella tragedia di Disastro di Marcinelle.

Per il capodelegazione della Lega al Parlamento europeo si tratta di una scelta che “lascia sgomenti e amareggiati”, perché riguarda lavoratori che hanno perso la vita lontano dalla propria terra contribuendo alla ricostruzione dell’Europa nel secondo dopoguerra.

Tra le 262 vittime dell’incidente avvenuto l’8 agosto 1956 nella miniera belga, 136 erano italiane. Cinque provenivano dal Veneto: Dino Della Vecchia di Sedico, Giuseppe Polese di Cimadolmo, Mario Piccin di Codognè, Guerrino Casanova di Montebelluna e Giuseppe Corso di Montorio Veronese.

“I veneti morti rappresentano il volto autentico dell’emigrazione veneta e italiana, il coraggio di migliaia di lavoratori costretti a lasciare la propria casa in cerca di un futuro migliore”, ha dichiarato Borchia, sottolineando come quei nomi non siano semplici riferimenti storici ma testimonianze di sacrificio e lavoro.

L’europarlamentare evidenzia inoltre una presunta disparità di trattamento, ricordando che nel corso degli anni il sito di Marcinelle ha accolto numerose iniziative commemorative e targhe dedicate a vittime provenienti da altri territori italiani. Da qui la critica alla decisione del CdA del Bois du Cazier, ritenuta incompatibile con una memoria condivisa.

“La memoria non può essere selettiva né piegata a presunte sensibilità che finiscono per discriminare il ricordo di alcuni caduti rispetto ad altri”, sostiene Borchia, che respinge ogni interpretazione politica della vicenda. “Qui non si tratta di appartenenze sindacali o ideologiche, ma del diritto di ricordare chi ha perso la vita in una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione italiana”.

Nel suo appello finale, il rappresentante della Lega chiede al Consiglio di amministrazione del sito minerario di rivedere la decisione e consentire l’installazione della targa commemorativa. “L’Europa che vogliamo è quella che custodisce la propria storia, onora i propri lavoratori e riconosce il sacrificio di chi ha contribuito a costruirla. Nessuna sensibilità può giustificare l’oblio”, conclude.



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