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ATER Verona, Mattuzzi chiude il mandato: «Azzerati gli alloggi sfitti, 573 case torneranno alle famiglie»

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Matteo Mattuzzi


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Cinque anni di investimenti, riqualificazioni e recupero del patrimonio abitativo pubblico. Il presidente di ATER Verona, Matteo Mattuzzi, rivendica quello che definisce il principale obiettivo raggiunto al termine del proprio mandato: l’azzeramento degli alloggi sfitti dell’azienda.

Il Consiglio di amministrazione, con il parere favorevole della Conferenza dei Sindaci, ha infatti approvato il piano che punta a riportare sul mercato dell’edilizia residenziale pubblica tutti gli appartamenti oggi inutilizzati, rispondendo così a una domanda abitativa che continua a crescere in tutta la provincia veronese.

“Fin dall’inizio del nostro mandato abbiamo adottato una strategia chiara: intercettare ogni forma di finanziamento disponibile, dal PNRR al Superbonus 110% fino al programma RePower. Si è trattato di assumerci grandi responsabilità, consci del fatto che non cogliere tali opportunità avrebbe rappresentato un grave errore nei confronti dell’Azienda e, soprattutto, delle persone che risiedono negli alloggi sociali”, ha dichiarato Mattuzzi.

Cinque anni di investimenti

Secondo i dati diffusi da ATER Verona, durante la presidenza di Mattuzzi sono stati realizzati interventi per quasi 140 milioni di euro, mentre altri 50 milioni risultano già programmati e finanziati.

Tra i risultati evidenziati dall’azienda figurano:

  • quasi 140 milioni di euro di lavori realizzati;
  • oltre 50 milioni di euro di interventi già finanziati;
  • più del 60% degli oltre 5.000 alloggi gestiti interessati da opere di riqualificazione;
  • occupazioni abusive azzerate;
  • morosità ridotte della metà;
  • la realizzazione di uno dei maggiori studentati cittadini in via Merano, con 52 posti letto distribuiti in 19 appartamenti.

La sfida degli alloggi vuoti

Il dato più significativo riguarda gli alloggi sfitti. Alla fine di aprile risultavano 573 unità non assegnabili perché necessitavano di interventi di recupero. Di queste, 318 sono già finanziate e in fase di riqualificazione.

Per i restanti 255 alloggi, il CdA ha approvato una manovra che prevede il reinvestimento delle vendite patrimoniali del 2025, l’utilizzo di fondi propri ATER e le risorse derivanti dal Conto Termico 3.0.

“Azzerare gli alloggi sfitti era l’obiettivo che mi ero prefissato ad inizio mandato. Tra il 2026 e il 2028 consegneremo 573 nuovi alloggi tra Verona e provincia. Portiamo a zero gli alloggi da riattare e diamo una casa a chi ne ha bisogno. Rispondiamo alla domanda pressante delle famiglie veronesi mettendo a disposizione ogni singolo alloggio ATER”, ha aggiunto Mattuzzi.

Domanda abitativa in crescita

A sottolineare l’importanza dell’intervento è anche il direttore di ATER Verona, Franco Falcieri, che richiama i numeri dell’ultimo bando per l’assegnazione degli alloggi pubblici.

“La domanda di casa è sempre più pressante. Nel solo Comune di Verona, dopo la pubblicazione dell’ultimo bando, sono pervenute circa 1.300 richieste. Con questi interventi rispondiamo in maniera netta all’esigenza abitativa delle famiglie veronesi. È un risultato di gestione soddisfacente: per la prima volta possiamo dire di non avere alloggi sfitti per cui programmare interventi di riatto. Ogni singolo alloggio ATER torna disponibile per le assegnazioni”.

Il bilancio di fine mandato

Nel tracciare il bilancio della propria esperienza alla guida dell’ente, Mattuzzi ha voluto evidenziare il clima di collaborazione che ha caratterizzato il lavoro del Consiglio di amministrazione.

“Chiudo il mio mandato con una certezza: la forza di questa azienda è stata il gioco di squadra. In cinque anni non c’è stata una sola delibera che non sia stata votata all’unanimità. Abbiamo dimostrato che la politica può e deve fare un passo indietro quando l’obiettivo è comune: tutelare ATER Verona e dare risposte concrete agli assegnatari, la fascia più fragile della nostra comunità”, ha affermato il presidente uscente, ringraziando il vicepresidente Tosi, il consigliere Mazza, il direttore Falcieri, la dirigenza e il personale dell’azienda.

L’operazione rappresenta una delle più significative azioni di recupero del patrimonio di edilizia pubblica realizzate negli ultimi anni nel Veronese e punta a immettere sul mercato sociale centinaia di abitazioni in una fase in cui l’emergenza casa continua a rappresentare una delle principali criticità del territorio.



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