Dopo oltre un decennio di contenziosi, carte bollate e incertezze, il Comune di Verona mette la parola fine alla lunga vicenda del parcheggio interrato di Piazza Corrubbio. La Giunta ha infatti approvato un accordo transattivo che chiude definitivamente la causa civile avviata nel 2014 dalla società Rettondini S.p.A., consentendo all’amministrazione di acquisire la piena disponibilità dell’opera e di renderla presto operativa a pieno regime.
Il risultato ha anche un importante risvolto economico. A fronte di richieste risarcitorie superiori a 33 milioni di euro, il Comune chiude la partita con un esborso complessivo di circa 1,8 milioni di euro, ottenendo inoltre la cancellazione di un’ipoteca fondiaria da 11,3 milioni di euro che gravava sull’infrastruttura.
L’accordo prevede il pagamento di 1,7 milioni di euro alla procedura fallimentare di Rettondini e di 45 mila euro a Juno 2 Srl, società che aveva acquisito parte dei crediti originariamente detenuti da BNL.
Presto disponibili 230 posti auto
La novità più attesa dai residenti di San Zeno riguarda però l’utilizzo concreto della struttura. Con la definizione della transazione e la cancellazione dell’ipoteca, il parcheggio passa definitivamente nella disponibilità del Comune e sarà affidato in gestione ad AMT Verona attraverso una nuova convenzione che dovrebbe essere sottoscritta entro la fine del mese.
I 230 posti auto del parcheggio interrato saranno quindi resi disponibili stabilmente, dopo le aperture sperimentali avvenute negli ultimi anni durante alcuni fine settimana.
Per la vicesindaca Barbara Bissoli, si tratta di un passaggio fondamentale per il quartiere: “Si tratta di un risultato importante e molto atteso, che giunge al termine di una trattativa complessa, che ha fatto emergere i diversi aspetti di criticità e di rischio che la lunga vicenda prospettava, ivi compresa una onerosissima ipoteca ancora iscritta sul parcheggio che impediva la piena disponibilità giuridica del bene. La prossima apertura del parcheggio interrato nella sua massima capienza è di fondamentale importanza per garantire qualità urbana al quartiere, oltre a rappresentare un servizio indispensabile per la cittadinanza.”
Un tassello del nuovo piano della sosta
Soddisfatto anche l’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari, che evidenzia il valore strategico dell’intervento: “Dopo tanti anni abbiamo sbloccato una situazione di stallo e riaprirà finalmente un’infrastruttura di sosta importante per la nostra città che si inserisce coerentemente all’interno del nuovo piano della sosta, tassello fondamentale della pianificazione della mobilità veronese.”
L’apertura del parcheggio assume inoltre un significato ancora più rilevante alla luce della riqualificazione delle vicine caserme Busignani e Riva di Villa Santa, che l’Agenzia del Demanio sta trasformando in nuovi uffici pubblici statali, destinati ad aumentare la domanda di posti auto nella zona.
Una vicenda iniziata nel 2007
La storia del parcheggio di Piazza Corrubbio nasce nel 2007, quando l’ATI guidata da Rettondini S.p.A. si aggiudicò il project financing per progettare, realizzare e gestire l’opera.
Il percorso fu però costellato da difficoltà. Una variante progettuale approvata nel 2008 fece lievitare i costi di oltre 8 milioni di euro, mentre durante gli scavi emersero oltre 300 tombe medievali, imponendo interventi archeologici straordinari richiesti dalla Soprintendenza.
A lavori conclusi, la redditività del parcheggio risultò molto inferiore alle aspettative. Nel 2014 la società concessionaria dichiarò risolta la convenzione per presunto inadempimento del Comune e avviò una causa milionaria. Nel 2017 arrivò il fallimento di Rettondini, ma la curatela proseguì il giudizio mantenendo intatte le richieste economiche.
Oggi, dodici anni dopo l’inizio della battaglia giudiziaria, il Comune chiude il dossier e si prepara ad aprire definitivamente un’infrastruttura attesa da anni nel cuore di San Zeno.


















