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Banco BPM accelera su MPS, ma Intesa prova a inserirsi nella partita

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La sfida per il futuro di Monte dei Paschi di Siena entra nel vivo. Dopo la proposta ufficiale lanciata da Banco BPM per dare vita a un nuovo grande gruppo bancario italiano da oltre 50 miliardi di euro di capitalizzazione, dal Regno Unito arriva l’indiscrezione di una possibile contromossa di Intesa Sanpaolo insieme a Bper Banca.

La differenza, però, è sostanziale: mentre l’offerta di Banco BPM è stata formalizzata attraverso una comunicazione ufficiale approvata all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione, l’ipotesi Intesa-Bper resta al momento una ricostruzione giornalistica riportata dal Financial Times.

Il progetto Banco BPM: un nuovo campione nazionale

La proposta avanzata da Banco BPM punta a una vera aggregazione industriale tra due istituti storici del credito italiano.

L’obiettivo è creare il secondo gruppo bancario nazionale per dimensioni, mantenendo identità, marchi, sedi storiche e radicamento territoriale. Un modello definito “merger of equals”, una fusione tra pari che consentirebbe di valorizzare le competenze e le reti di entrambe le banche.

Particolarmente rilevante sarebbe il ruolo del Veneto: il nuovo gruppo diventerebbe infatti il primo operatore per numero di sportelli nella nostra regione, oltre che in Lombardia e Toscana.

Secondo Banco BPM, l’operazione genererebbe oltre 1,1 miliardi di euro di sinergie annue e una creazione di valore stimata in almeno 5,5 miliardi di euro per gli azionisti.

L’ipotesi alternativa di Intesa e Bper

A poche ore dall’annuncio di Banco BPM, il Financial Times ha rivelato che Intesa Sanpaolo starebbe valutando insieme a Bper una proposta concorrente per il Monte.

Secondo la ricostruzione del quotidiano finanziario, Bper acquisirebbe le attività bancarie di MPS mentre Intesa rileverebbe Mediobanca e la partecipazione del 13% detenuta in Generali.

Un’operazione che avrebbe quindi una logica diversa rispetto al progetto Banco BPM: non la costruzione di una nuova realtà integrata, ma una suddivisione degli asset più strategici del gruppo senese.

MPS al centro del risiko italiano

Il confronto che si sta delineando conferma come Monte dei Paschi di Siena sia diventata il vero fulcro del consolidamento bancario italiano.

Da un lato c’è la proposta di Banco BPM, che punta alla nascita di un nuovo grande gruppo nazionale con una governance condivisa e una forte presenza territoriale. Dall’altro emerge l’ipotesi di una spartizione degli asset tra Intesa e Bper, ancora priva di conferme ufficiali.

Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire quale progetto riuscirà a conquistare il favore del management di MPS e degli azionisti. Una cosa appare già evidente: il risiko bancario italiano ha trovato il suo terreno di battaglia più importante.



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