Una mossa destinata a ridisegnare gli equilibri della finanza italiana. Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha approvato all’unanimità una proposta formale rivolta a Banca Monte dei Paschi di Siena per avviare un confronto finalizzato a una possibile aggregazione tra i due istituti.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: dare vita a un nuovo gruppo bancario e finanziario che diventerebbe il secondo operatore nazionale per dimensioni, creando un campione italiano in grado di competere con i principali player europei.
Un matrimonio tra pari
L’operazione sarebbe strutturata secondo il modello del cosiddetto “merger of equals”, una fusione tra pari che punta a valorizzare entrambe le realtà, evitando logiche di incorporazione o predominio di una banca sull’altra.
Secondo il progetto illustrato da Banco BPM, il nuovo gruppo manterrebbe i marchi storici, le sedi di riferimento e il radicamento territoriale che caratterizzano oggi le due banche, con una governance costruita su criteri di equilibrio e rappresentatività.
Veneto protagonista
Per il territorio veronese e veneto l’operazione avrebbe un peso significativo. Il nuovo gruppo diventerebbe infatti il primo operatore per numero di sportelli in Lombardia, Toscana e Veneto, rafforzando ulteriormente la propria presenza nelle aree economicamente più dinamiche del Paese.
La combinazione tra le reti commerciali e le rispettive specializzazioni consentirebbe inoltre una copertura capillare dell’intero territorio nazionale, dal Nord al Sud Italia.
Sinergie da oltre un miliardo
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il potenziale economico dell’aggregazione.
Banco BPM stima infatti sinergie superiori a 1,1 miliardi di euro lordi all’anno, suddivise tra:
- oltre 650 milioni di euro di risparmi sui costi;
- oltre 450 milioni di euro di maggiori ricavi.
Le sinergie commerciali deriverebbero sia dalla maggiore capacità di vendita sulle reti distributive sia dall’integrazione delle cosiddette “fabbriche prodotto”, ovvero le strutture specializzate nella realizzazione di servizi finanziari, assicurativi e di investimento.
Il nodo Mediobanca e Generali
L’operazione si inserisce in un contesto particolarmente delicato per il sistema finanziario italiano, segnato anche dal percorso di integrazione che coinvolge Mediobanca.
Un ruolo strategico potrebbe essere svolto anche dalla partecipazione detenuta da MPS in Assicurazioni Generali, considerata da Banco BPM un asset in grado di ampliare significativamente le opzioni industriali e finanziarie del futuro gruppo.
Un gigante da 50 miliardi in Borsa
Secondo le stime contenute nella proposta, la nuova entità potrebbe raggiungere una capitalizzazione superiore ai 50 miliardi di euro, rafforzando il proprio peso sui mercati finanziari e ampliando la platea degli investitori istituzionali.
Sul fronte patrimoniale il gruppo nascerebbe con un CET1 ratio intorno al 15%, uno dei livelli più elevati del settore bancario europeo.
Creazione di valore per gli azionisti
Banco BPM quantifica in almeno 5,5 miliardi di euro il valore che potrebbe essere generato dall’operazione, al netto dei costi di integrazione stimati in circa 1,1 miliardi.
A regime, il nuovo gruppo potrebbe arrivare a produrre un utile netto annuo vicino ai 6 miliardi di euro, con una crescita degli utili per azione superiore al 10% e una maggiore capacità di distribuzione di dividendi rispetto agli attuali piani industriali delle due banche.
La partita è appena iniziata
Per il momento si tratta di una proposta formale di dialogo. Banco BPM ha manifestato la volontà di avviare rapidamente un confronto con il management di MPS per verificare la possibilità di costruire un percorso condiviso.
Se l’operazione dovesse concretizzarsi, il panorama bancario italiano potrebbe assistere alla nascita di uno dei più importanti gruppi finanziari del Paese, con forti radici territoriali, una presenza capillare nel Nord produttivo e un ruolo centrale negli equilibri della finanza nazionale.


















