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Sudtirolo Stato indipendente? Il libro che riaccende il dibattito politico

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Può il Sudtirolo immaginarsi un giorno come Stato indipendente? Una domanda che torna periodicamente nel dibattito politico e culturale altoatesino e che oggi riemerge con nuova forza grazie al libro “E se il Sudtirolo diventasse uno Stato?”, opera che dopo l’edizione in lingua tedesca è ora disponibile anche in italiano e inglese.

Un volume destinato a far discutere, perché affronta in modo diretto uno dei temi più sensibili della storia contemporanea del territorio: il rapporto tra Alto Adige/Südtirol, autonomia speciale, autodeterminazione e appartenenza statale.

L’edizione italiana è stata sostenuta dalla Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e dalla Fondazione Sparkasse di Bolzano, mentre la versione inglese è stata finanziata dalla Coppieters Foundation, fondazione politica europea riconosciuta dal Parlamento europeo.

Il tema: ipotesi accademica o scenario politico?

Il libro, pubblicato dall’associazione Noiland Südtirol – Sudtirolo, prova a rispondere a una domanda tanto provocatoria quanto complessa: quali sarebbero i passaggi, le condizioni giuridiche, economiche e politiche per la nascita di un nuovo Stato sudtirolese?

L’analisi è stata sviluppata da studiosi, professori ed esperti con posizioni differenti sul tema, con l’obiettivo dichiarato di offrire una riflessione basata su elementi oggettivi e non su slogan ideologici.

L’opera ha già avuto una notevole circolazione internazionale, con presentazioni al Consiglio provinciale di Bolzano, al Parlamento austriaco, in Baviera, nelle università di Innsbruck e Augusta, all’EURAC e a Bruxelles, oltre a oltre 60 incontri pubblici in territorio sudtirolese.

Le reazioni politiche

Tra gli apprezzamenti più significativi c’è quello dell’ex governatore Luis Durnwalder, figura storica della politica altoatesina.

Di segno opposto la posizione del deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì, che ha liquidato il progetto con parole nette: “tesi pericolose”, aggiungendo che “non si scherza con la Costituzione”.

Più articolata la riflessione del costituzionalista Francesco Palermo, già senatore, che invita a non fermarsi alla sola fotografia normativa attuale: “Se dovessi fare il giurista positivista direi: ‘Va bene, [la secessione] non è possibile — finito il discorso’. Ma il giurista un po’ più bravo guarda anche agli altri fattori che determinano lo sviluppo delle norme.”

E ancora: “Dal 1941 ad oggi sono nati nel mondo 130 Stati, molti dei quali attraverso processi nati come illegittimi.”

Il nodo giuridico

Sul piano strettamente giuridico, il quadro appare oggi piuttosto chiaro: la secessione unilaterale del Sudtirolo dall’Italia non trova fondamento nell’ordinamento costituzionale italiano né, allo stato, nel diritto internazionale.

L’articolo 5 della Costituzione italiana tutela infatti l’unità e indivisibilità della Repubblica, pur riconoscendo e promuovendo le autonomie locali.

Diverso il piano politico e storico, dove i processi di autodeterminazione possono seguire dinamiche meno lineari, come osserva Palermo.

Il libro, dunque, non annuncia scenari imminenti ma rimette sul tavolo una domanda che tocca identità, autonomia e futuro europeo.

Il prossimo confronto pubblico è previsto il 24 maggio a Borgo Valsugana, nell’ambito di “Aspettando Trentino2060”.



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