Uno dei grandi vuoti industriali della città si prepara a cambiare volto. La Giunta comunale di Verona ha adottato il Piano Urbanistico Attuativo dell’ex Opificio Tiberghien, dando il via a un’operazione di rigenerazione urbana che punta a trasformare l’area tra viale Unità d’Italia e via Tiberghien, in 7ª Circoscrizione, con un intervento complessivo che supera i 7 milioni di euro tra urbanizzazioni e contributi di sostenibilità.
Un progetto atteso da anni che promette di restituire nuova vita a un comparto industriale oggi segnato da abbandono e degrado.
Cosa sorgerà nell’area
L’ambito interessato copre circa 40 mila metri quadrati e prevede una profonda trasformazione urbanistica.
Il piano contempla la realizzazione di circa 28 mila metri quadrati di nuove superfici, con un mix di funzioni:
- residenziale
- commerciale
- terziario
- residenza per anziani
- quota di edilizia residenziale sociale
Tra le opere previste anche due nuove rotatorie:
- una tra viale Unità d’Italia e via Tiberghien
- una in prossimità di via Cimitero
Accanto a queste, nuove connessioni ciclabili che collegheranno il comparto alla rete esistente.
Solo le opere di urbanizzazione valgono circa 5,45 milioni di euro.
Parco, campo sportivo e sala civica
Sul fronte del contributo straordinario di sostenibilità, pari a quasi 1,9 milioni di euro, il Comune ha scelto – in accordo con la 7ª Circoscrizione – la cosiddetta soluzione B.
Tradotto: opere pubbliche concrete per il quartiere.
In programma:
- rifacimento del campo da calcio a 5
- realizzazione di un nuovo parco urbano
- parcheggi pubblici alberati
- nuove piste ciclabili lungo via Cimitero e via Tiberghien
- una sala civica dentro uno degli edifici storici vincolati
Elemento simbolico importante: saranno conservati e restaurati i due edifici storici tutelati dalla Soprintendenza, insieme alla storica ciminiera, memoria del passato industriale dell’area.
Il valore diretto delle opere pubbliche è di circa 1,3 milioni, mentre la parte residua sarà versata economicamente.
A ciò si aggiunge un ulteriore onere di circa 203 mila euro.
Un iter lungo quattro anni
L’operazione arriva al traguardo dopo un percorso istruttorio particolarmente complesso iniziato nel 2022.
Sul tavolo sono passati i pareri di:
- Soprintendenza
- Genio Civile
- RFI
- Autorità di Bacino Alpi Orientali
- Consorzio di Bonifica
A rallentare l’iter anche aggiornamenti normativi su rischio idraulico e classificazione sismica.
Ora restano ancora alcuni passaggi tecnici, tra cui la verifica ambientale strategica e i controlli antimafia sui soggetti attuatori (Verona 2007 Srl, Aspiag Service Srl e Verona Invest Srl).
Il collaudo finale delle opere è previsto entro il 2029.
Bissoli: “Via degrado e insicurezza”
Soddisfatta la vicesindaca e assessora all’Urbanistica Barbara Bissoli.
“Si tratta di un iter procedimentale molto complesso, che ha incontrato diverse difficoltà anche per il sopravvenire di strumenti e discipline che lo hanno aggravato”, spiega.
E aggiunge: “Ci auguriamo che l’intervento possa partire quanto prima per sottrarre l’ambito all’abbandono e, dunque, al degrado e all’insicurezza”.
Per Verona si apre così una delle operazioni urbanistiche più rilevanti degli ultimi anni sul fronte della rigenerazione.


















