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Agricoltori, Borchia (Lega): “Fuori gli agricoltori in protesta mentre a Strasburgo si celebrava Merkel”

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Duro intervento dell’eurodeputato Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo, che denuncia la distanza tra istituzioni europee e mondo agricolo, con riferimento a quanto accaduto a Strasburgo tra cerimonie ufficiali e proteste degli agricoltori fuori dal Parlamento europeo.

“Bruxelles lontana dal mondo reale”

Secondo Borchia, l’immagine della giornata rappresenta una frattura evidente tra istituzioni e cittadini, con particolare riferimento al settore agricolo:
“Mentre all’interno dell’Emiciclo andava in scena la celebrazione autoreferenziale dell’ordine europeo del passato, con tanto di premi ai protagonisti delle politiche che hanno contribuito ai disastri degli ultimi anni, a partire da Angela Merkel, fuori dal Parlamento europeo centinaia di agricoltori manifestavano per difendere la propria sopravvivenza e quella di un intero settore.”

Le difficoltà dell’agricoltura tra Veneto e Veronese

Nel suo intervento, Borchia richiama anche la situazione del territorio, in particolare Veneto e provincia di Verona, dove il comparto agricolo è sotto pressione per una serie di fattori economici e strutturali:

  • aumento dei costi di produzione (energia, carburanti, fertilizzanti e materie prime)
  • crescente pressione burocratica europea e nazionale
  • vincoli normativi sempre più complessi per le imprese agricole

Viticoltura e clima sotto stress

Particolare attenzione al comparto agricolo veronese, dove secondo l’eurodeputato pesano:

  • la volatilità dei mercati internazionali
  • la concorrenza globale sul vino e sui prodotti agricoli
  • gli effetti dei cambiamenti climatici, con siccità e grandinate sempre più frequenti
  • i danni legati alla fauna selvatica
  • la crescente difficoltà nel garantire la redditività delle colture

Accordi internazionali e politiche UE nel mirino

Borchia critica anche alcune dinamiche europee e globali che, a suo dire, aggraverebbero la situazione del settore:

  • accordi commerciali internazionali considerati penalizzanti
  • politiche ambientali europee giudicate troppo ideologiche
  • assenza di strumenti adeguati di compensazione per le imprese agricole

La chiusura politica

“L’agricoltura non può essere il settore sacrificato. Gli agricoltori chiedono rispetto, tutela del reddito e regole sostenibili, non nuovi vincoli che ne minano la competitività. Continueremo a batterci in Europa contro accordi commerciali penalizzanti e contro un sistema di regole che rischia di mettere in difficoltà le imprese agricole venete e veronesi, cuore produttivo del Made in Italy agroalimentare.”



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