Alcuni giorni orsono uno studioso americano dell’università di Sydney (in Australia) ha detto che la crisi in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz rappresentino un danno per l’Europa e non per gli Stati Uniti, visto che il petrolio che passa di lì è quello che serve agli europei e non agli americani. Se è per quello il gas russo e il petrolio dell’area ex sovietica servono ad un Europa che pensa di poterne fare a meno.
Il conflitto Russo-Ucraino, a prescindere da quella che riteniamo essere la vera ripartizione di torti e ragioni, ha un’unica conseguenza: danneggiare l’Europa. Le sanzioni imposte alla Russia non sono servite a niente non solo perché la Russia si è messa ad esportare verso oriente quello che prima esportava verso l’Occidente, ma anche perché come molti studiosi sanno bene e da molti anni le sanzioni funzionano di rado e solo a determinate condizioni. Le contro-sanzioni russe hanno colpito il nostro export. E’ una cosa volgare parlare di soldi quando tanti disperati muoiono, ma il conflitto, e il successivo gioco di sanzioni-contro-sanzioni, ci ha nuociuto da un punto di vista economico.
Ci ha nuociuto a livello geo-politico. Henry Kissinger, studioso e statista, ha sempre sottolineato come l’errore maggiore che l’Occidente potesse fare era/è di gettare la Russia fra le braccia della Cina – cosa che si è verificata appena l’Europa si è messa a sanzionare la Russia.
L’Europa avrebbe dovuto spingere subito per trovare una soluzione diplomatica. Invece non si è nemmeno cercato di trovarla. Anche tanti di quei politici che vanno a chiedere i voti ai cattolici, in Italia e all’estero, sono rimasti sordi alle richieste del Papa di salvaguardare la pace, evitare i conflitti, e risolvere i problemi per via diplomatica.
Adesso che Trump ci mette i dazi, dopo aver perso il mercato russo, dove esportiamo i nostri prodotti? Da dove prendiamo gas e petrolio? Quanto ancora siamo disposti a tollerare un peggioramento della qualità della vita in nome di interessi che non sono nemmeno tali? Quanto a lungo siamo disposti ad accettare che ai confini dell’Europa ci si continui a massacrare?
Credo che sia il momento di mettere fine a questa scellerata vicenda. Si rinfoderino le armi e si riprenda il dialogo. Una soluzione diplomatica è sempre possibile, bisogna solo cercarla. E’ la sola cosa che valga la pena cercare.
Riccardo Pelizzo
Decano della Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University


















