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Grandine nel Veronese, Confagricoltura lancia l’allarme: danni a vigne, ciliegie e kiwi

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La tempesta che si è abbattuta ieri sera sulla provincia di Verona lascia dietro di sé una prima conta dei danni in agricoltura. Grandine, vento forte e pioggia battente hanno colpito un’ampia fascia del territorio scaligero, dall’entroterra del lago alla zona Est, mettendo sotto pressione vigneti, frutteti e coltivazioni orticole.

Secondo Confagricoltura Verona, le segnalazioni stanno arrivando numerose da diverse aree della provincia, con criticità particolarmente evidenti tra Lazise, Castelnuovo, la Valpantena e fino a Soave. A finire nel mirino del maltempo sono soprattutto uva, ciliegie, kiwi e colture orticole.

Alberto de Togni, presidente di Confagricoltura Verona, lancia l’allarme sul crescente impatto degli eventi estremi: “Il temporale di ieri sera è stato forte e ha lasciato il segno anche nella provincia scaligera. Ad essere colpita è stata soprattutto la zona Nord-Est, con vento e grandine che hanno rovinato le foglie e i piccoli grappoli delle vigne. Le previsioni per il fine settimana sono preoccupanti: ogni volta che arriva un temporale c’è da tremare, perché con i cambiamenti climatici gli effetti sono spesso devastanti.”

Il riferimento è a una situazione che, per il comparto agricolo veronese, rischia di ripetersi con sempre maggiore frequenza. Solo un anno fa, maggio si trasformò in un incubo per molte aziende agricole, tra piogge incessanti, grandinate estive e tempeste che compromisero raccolti e seminativi.

A preoccupare in queste ore è soprattutto il comparto cerasicolo. Francesca Aldegheri, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Verona, spiega: “La pioggia battente di ieri e la grandinata hanno già prodotto danni sulle ciliegie precoci, con un inizio di spaccatura di una parte dei frutti, anche se al momento i danni sono ancora contenuti. Da giovedì a sabato, però, sono previsti temporali e potrebbe arrivare la mazzata finale.”

La raccolta delle ciliegie è appena partita, ma il timore è che il meteo possa compromettere un’intera stagione produttiva, replicando quanto accaduto nel 2025.

Sul tavolo c’è anche il tema delle coperture assicurative, sempre meno utilizzate dalle imprese agricole. “Il guaio è che stiamo assistendo ad un calo dei valori assicurati dagli agricoltori. La colpa è del ritardo nei pagamenti degli enti pubblici, che vede molte imprese in crisi a causa di risarcimenti attesi da anni”, evidenzia Aldegheri.

Uno scenario che rischia di aggravare ulteriormente la fragilità del settore: senza coperture efficaci contro gli eventi climatici estremi, per molte aziende agricole veronesi ogni nuova perturbazione può trasformarsi in un colpo durissimo.



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