Una lista di nomi, intercettazioni e riferimenti che fanno rumore. L’inchiesta milanese sul giro di escort che coinvolgerebbe decine di clienti noti tocca anche il mondo del calcio, con alcuni giocatori citati nelle carte giudiziarie. A riportarlo è Il Giornale, che ha analizzato gli atti dell’indagine.
Secondo quanto emerge, nell’ordinanza di custodia cautelare i nomi dei clienti risultano in gran parte omissati, anche perché il ricorso a prestazioni sessuali a pagamento non costituisce reato. Tuttavia, alcuni riferimenti sono rimasti visibili e altri emergono nella richiesta di arresto presentata dalla pm Bruna Albertini alla gip Chiara Valori.
Tra i nomi più rilevanti compare quello di Dejan Stankovic, oggi non più in attività, per il quale “sono emerse nr. 8 telefonate con l’utenza telefonica intestata al calciatore”, come riportato negli atti. Accanto a lui viene citato anche Daniel Maldini.
Ma l’inchiesta sfiora anche Verona. Nella richiesta della pm comparirebbe infatti Cheickh Niasse, che secondo gli atti il 17 novembre scorso si sarebbe trovato in un hotel milanese con una ragazza. Nelle intercettazioni emergerebbe la richiesta di procurare i cosiddetti “palloncini”, ovvero gas esilarante utilizzato per alterare lo stato psicofisico.
Un sistema più ampio
Secondo quanto riportato da Il Giornale, il numero dei calciatori potenzialmente coinvolti potrebbe arrivare fino a cinquanta, ricostruendo le parole chiave presenti nei decreti di perquisizione. Tuttavia, per molti di questi non esistono conferme pubbliche di un reale coinvolgimento.
Alcuni nomi emergono per possibili contatti o conoscenze con Emanuele Buttini, figura centrale dell’indagine e legata al circuito di locali denominato “Made”. Tra questi, sempre secondo fonti aperte, figurerebbero giocatori di alto livello, anche se senza riscontri diretti nelle carte giudiziarie.
Il sistema, sempre secondo l’inchiesta, ruotava attorno a locali frequentati anche da calciatori in trasferta a Milano. Parole chiave nelle intercettazioni rimanderebbero a club italiani e internazionali, dalla Juventus all’Atalanta fino a squadre estere.
Nessun reato per i clienti
Un punto resta fermo: la posizione dei clienti, anche qualora identificati, non configura di per sé un reato. L’indagine si concentra infatti sull’organizzazione del giro di escort e sulle eventuali attività illecite connesse.
Resta però l’impatto mediatico e reputazionale, soprattutto per i nomi legati a club di primo piano e, nel caso di Verona, per la presenza di un giocatore dell’Hellas nelle carte dell’inchiesta.


















