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Negrar, la cataratta entra nell’era dell’IA

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All’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar la chirurgia della cataratta cambia passo e guarda al futuro. L’ospedale veronese è infatti il primo in Italia a dotarsi di un laser robotico integrato con intelligenza artificiale, una tecnologia che promette di rendere gli interventi ancora più precisi, personalizzati e sicuri.

L’innovazione si chiama ALLY (Adaptive Cataract Treatment System) ed è una piattaforma che unisce robotica avanzata, imaging ad alta definizione e algoritmi di IA per “leggere” l’occhio del paziente in tempo reale durante l’operazione. In pratica, il sistema mappa le strutture anatomiche oculari in ogni fase dell’intervento, aiutando il chirurgo a calibrare il trattamento con precisione micrometrica.

Non si tratta di una macchina che sostituisce il medico, ma di uno strumento che ne potenzia le capacità. Ed è proprio questo il punto chiave: la tecnologia entra in sala operatoria come supporto intelligente, capace di migliorare la qualità del gesto chirurgico e di adattarsi alle caratteristiche specifiche di ogni occhio.

“La nuova piattaforma contribuisce a rendere la chirurgia della cataratta più efficiente, precisa e sicura, confermando la nostra posizione come polo d’eccellenza, all’avanguardia nell’innovazione tecnologica” dichiara Claudio Cracco, amministratore delegato del Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. “L’aggiornamento del femtolaser, il primo in versione robotica, assistito dall’intelligenza artificiale, potenzia un’Unità Operativa di Oculistica che oggi comprende 15 aree specialistiche a copertura dell’intero spettro delle patologie oculari”.

La cataratta, del resto, è una delle patologie più diffuse. Consiste nell’opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio, e rappresenta ancora oggi una delle principali cause di cecità e di gravi disturbi visivi nel mondo.

“La cataratta consiste nell’opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio” spiega Grazia Pertile, direttrice dell’Oculistica dell’IRCCS di Negrar. “Con il tempo, l’alterazione delle proteine rende questa lente meno trasparente, impedendo alla luce di raggiungere la retina. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cataratta è la principale causa di cecità e disturbi visivi al mondo: sono circa 20 milioni le persone che hanno perso la vista a causa di questa patologia”.

I numeri danno la misura del fenomeno. In Italia l’intervento di cataratta è il più eseguito in assoluto, con circa 650 mila procedure all’anno, e le stime parlano di oltre 900 mila interventi entro il 2030, complice l’invecchiamento della popolazione. Solo nel 2025, l’Oculistica di Negrar ha eseguito oltre 3.800 interventi.

Ed è qui che la nuova piattaforma può fare la differenza. Grazie a sei telecamere integrate e a un sistema di scansione avanzato, il laser robotico è in grado di analizzare con grande dettaglio il cristallino, riconoscendo densità, posizione e strati della cataratta. Il risultato è un flusso operatorio più rapido, ma soprattutto più accurato.

“Attualmente, l’unica cura definitiva è la chirurgia, che sostituisce il cristallino opaco con una lente intraoculare artificiale (IOL)” prosegue la dottoressa Pertile. “In questo scenario, la nuova piattaforma rivoluziona l’approccio chirurgico, fungendo da assistente intelligente che potenzia le capacità dell’operatore. Grazie a sofisticati algoritmi di IA e alla capacità di imaging avanzato che sfrutta sei telecamere integrate, il sistema è in grado di ottenere una scansione dettagliata del cristallino, identificando automaticamente e in tempo reale la densità, la posizione e gli strati della cataratta. Il flusso di lavoro così ottimizzato permette di eseguire la procedura di frammentazione laser del cristallino in pochi secondi e l’intero processo può essere completato in tempi molto rapidi”.

Ma il vero salto di qualità non è solo nei tempi. È nella precisione delle incisioni e nella possibilità di ottenere un risultato visivo migliore, soprattutto quando all’intervento si associa l’impianto di lenti intraoculari evolute, capaci di correggere non solo miopia e ipermetropia, ma anche presbiopia e astigmatismo.

“I benefici del nuovo approccio emergono in modo particolare nell’impianto di lenti intraoculari progettate per simulare la capacità del cristallino naturale di mettere a fuoco a diverse distanze” puntualizza Pertile. “Queste lenti, a differenza di quelle standard, correggono non solo la miopia o ipermetropia, ma anche la presbiopia e l’astigmatismo, consentendo nella maggior parte dei casi di ridurre o addirittura eliminare la necessità degli occhiali nelle attività quotidiane”.

È una frontiera che apre scenari nuovi anche sul piano della qualità della vita, soprattutto per una popolazione sempre più anziana ma anche sempre più attiva, che chiede alla medicina non solo di curare, ma di restituire autonomia e benessere quotidiano.

“La chirurgia della cataratta entra così in una nuova era in cui la competenza medica, la chirurgia e l’intelligenza artificiale collaborano per ottenere risultati sempre più affidabili e una visione sempre più vicina a quella naturale” conclude Pertile.



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