Il filobus prova a rimettersi in moto, almeno sul fronte amministrativo. A Verona la Giunta ha approvato l’istanza di verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa alla variante presentata da Amt3, un passaggio che serve ad avviare il primo stralcio funzionale del servizio, con particolare attenzione al quadrante sud della città.
La novità non riguarda un cambio di tracciato o una riscrittura del progetto, ma una diversa modalità di entrata in funzione della rete: il sistema verrebbe infatti attivato per fasi, così da mettere in esercizio una prima parte del servizio senza attendere il completamento dell’intera infrastruttura. L’obiettivo dichiarato è far partire in anticipo i collegamenti tra stazione e stadio, verso Borgo Roma e verso la Genovesa.
Si tratta di un passaggio tecnico, ma con un peso politico e pratico molto concreto. Il progetto filoviario veronese, presentato come uno dei cardini della mobilità sostenibile, punta a ridurre il traffico privato e a rafforzare il trasporto pubblico urbano. Sul sito ufficiale della filovia, il sistema viene descritto come una rete di quattro linee a trazione elettrica, pensata per collegare diversi poli strategici cittadini, dalla stazione di Porta Nuova allo stadio Bentegodi, fino a Borgo Roma, Borgo Trento, San Michele e ai parcheggi scambiatori.
L’assessore alla mobilità Tommaso Ferrari spiega: “L’iniziativa rappresenta un passaggio operativo importante verso la messa in esercizio del sistema filoviario, con l’obiettivo di migliorare l’offerta di trasporto pubblico e contribuire alla riduzione del traffico veicolare privato, in linea con le politiche di mobilità sostenibile della città”.
Il punto più delicato, però, resta quello degli effetti sulla città reale. L’attivazione a stralci comporterà infatti una diversa distribuzione dei flussi di traffico, perché nella fase iniziale il sistema si appoggerà sui parcheggi già esistenti nell’area della Genovesa, dello stadio e di Borgo Roma, senza poter ancora contare sui parcheggi scambiatori previsti dal progetto completo. Ed è proprio qui che si concentreranno le verifiche ambientali: qualità dell’aria, impatto acustico e tenuta del traffico urbano saranno i nodi centrali da approfondire.
In altre parole, il Comune prova a imprimere un’accelerazione a un’opera attesa da anni, scegliendo una strada graduale per arrivare all’attivazione del servizio. Resta ora da capire se questa corsia amministrativa riuscirà davvero a tradursi in un avvio concreto e percepibile dai cittadini, soprattutto in una zona delicata come il quadrante sud, dove mobilità, parcheggi e viabilità pesano ogni giorno sulla vita di residenti, pendolari e lavoratori.


















