Si accende lo scontro politico sulla mobilità in città. A intervenire è Paolo Borchia, europarlamentare e segretario provinciale della Lega a Verona, che punta il dito contro la prevista chiusura al traffico di Piazza Bra a partire da maggio, definendola una decisione tardiva e scollegata dalla situazione reale che i veronesi stanno già vivendo in queste settimane.
Nel mirino finiscono soprattutto i tempi e il metodo. Per Borchia, il problema non è soltanto il contenuto del provvedimento, ma il fatto che arrivi in una fase già segnata da una viabilità sotto pressione, tra cantieri aperti e punti nevralgici della città che registrano rallentamenti quotidiani. Il tema del traffico, del resto, è già centrale nel dibattito cittadino: proprio il 21 aprile il Comune di Verona ha fatto il punto sui cantieri dell’ingresso ovest AV/AC, spiegando che i lavori stanno interessando quattro nodi della città, mentre dal 1° maggio entrerà in funzione anche un nuovo photored in viale Venezia, segnale di una mobilità urbana sempre più sotto stress.
La polemica della Lega arriva inoltre mentre in città cresce la discussione pubblica attorno allo stop alle auto in Piazza Bra, tema che in queste ore sta trovando spazio anche nel confronto tra politica, categorie economiche e opinione pubblica locale.
La dichiarazione di Paolo Borchia è netta: “Ancora una volta assistiamo a decisioni comunicate all’ultimo momento, senza una pianificazione adeguata e senza il minimo rispetto per cittadini, lavoratori e imprese. La chiusura al traffico di Piazza Bra a partire da maggio arriva mentre la città già versa in difficoltà a causa di cantieri aperti e disagi evidenti, come le code quotidiane in piazza Cittadella e l’incrocio congestionato di fronte al cimitero . È evidente una gestione che guarda più a modelli esterni che alle reali esigenze del territorio, senza comprendere che ogni città ha un proprio equilibrio e un proprio contesto. Verona non può permettersi scelte calate dall’alto, senza confronto e senza una visione complessiva della mobilità. Servono tempistiche certe, programmazione e rispetto per chi vive e lavora in città, non provvedimenti improvvisati che rischiano solo di aggravare una situazione già critica.”
Parole che alzano ulteriormente la temperatura del confronto su un tema destinato a restare centrale nelle prossime settimane. La mobilità è infatti uno dei dossier più delicati per Verona, stretta tra trasformazioni infrastrutturali, cantieri strategici e scelte che incidono direttamente sulla vita quotidiana di residenti, commercianti e pendolari. In questo quadro, la questione Piazza Bra rischia di diventare il simbolo di uno scontro più ampio: da una parte l’idea di una città più pedonale e orientata alla riorganizzazione del traffico, dall’altra le critiche di chi chiede che ogni intervento venga accompagnato da una regia complessiva, tempi chiari e alternative credibili.
Il punto politico sollevato da Borchia è proprio questo: senza una visione d’insieme, anche un provvedimento pensato per cambiare il volto del centro può trasformarsi, secondo l’opposizione, nell’ennesimo fattore di congestione. E mentre il dibattito entra nel vivo, il tema della programmazione torna al centro della scena, insieme alla domanda che molti in città si stanno facendo: Verona è davvero pronta a reggere un’ulteriore stretta sul traffico nel cuore del centro storico?


















