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Hormuz, ANCE Verona lancia l’allarme: “Subito deroga al Patto di stabilità o cantieri a rischio stop”

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L’emergenza energetica legata alla crisi nello Stretto di Hormuz scuote anche Verona. E dal mondo delle costruzioni arriva un appello urgente: serve subito una deroga al Patto di stabilità per evitare il blocco dei cantieri, a partire da quelli legati al PNRR.

🏗️ ANCE Verona: “Rischiamo stagnazione e immobilismo”

A lanciare l’allarme è Carlo Trestini, presidente di ANCE Verona, che sostiene la linea del Governo e in particolare del ministro Matteo Salvini:
“Ha ragione il Ministro Salvini a sollecitare anche oggi un immediato intervento europeo per affrontare questa emergenza energetica senza precedenti. Se non lo facciamo ora, quando?”.

Una posizione chiara, che chiede una risposta compatta a livello europeo per fronteggiare una crisi che rischia di avere effetti a catena sull’economia reale.


⛽ Energia alle stelle: cantieri sotto pressione

Il nodo è quello dei costi energetici e delle materie prime, tornati a crescere con forza a causa delle tensioni nel Golfo:
“Il blocco dello stretto di Hormuz sta determinando una situazione insostenibile a livello energetico che ha pesanti ricadute anche nel nostro settore”, spiega Trestini.

Le imprese si trovano così strette tra due fuochi:

  • tempi rigidi imposti dal PNRR
  • materiali introvabili o con prezzi alle stelle

Una combinazione che rischia di fermare opere strategiche proprio nella fase decisiva.


🇪🇺 La richiesta: deroga immediata al Patto di stabilità

Secondo ANCE Verona, la soluzione non può attendere:
serve una deroga collettiva europea al Patto di stabilità, come già sollecitato anche dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Un intervento ritenuto indispensabile per evitare che la crisi energetica si trasformi in stagnazione economica.


📉 Il rischio: cancellare la crescita post-pandemia

Il timore è concreto:
“Se non si interviene subito, rischiamo di azzerare tutte le prospettive di crescita costruite dopo il periodo pandemico”.

Una crisi definita dalle istituzioni “senza precedenti e con contorni del tutto imprevedibili”, che richiede quindi strumenti straordinari.


⚖️ L’appello finale: prevenire costa meno

Trestini chiude con un richiamo netto alla responsabilità politica ed economica:
“Fa bene il Governo italiano a chiedere un intervento immediato e noi forze produttive di questo Paese non possiamo che sostenere questa richiesta”.

E avverte:
“La storia ci ha insegnato più volte che intervenire per prevenire una crisi è anche molto più conveniente che dover poi tamponarne gli effetti”.



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