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Arsenale-Castelvecchio, on. Padovani (FdI): stop polemiche, “serve una visione per Verona”

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Marco Padovani


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Torna al centro del confronto politico il futuro dell’asse Arsenale–Castelvecchio. A intervenire è Marco Padovani, deputato di Fratelli d’Italia, che invita a cambiare approccio e a evitare nuove polemiche sul ruolo del Circolo Unificato.

“Castelvecchio, sede del Circolo Unificato, è prima di tutto casa dell’Esercito e come tale merita rispetto” afferma Padovani, sottolineando come il dibattito rischi di partire da presupposti sbagliati.

“Non è uno spazio chiuso”

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, la narrazione di un luogo esclusivo non corrisponde alla realtà.

“Non è corretto descrivere il Circolo Unificato come uno spazio chiuso o riservato a pochi. Negli ultimi anni, al contrario, si è progressivamente aperto alla cittadinanza con eventi, serate musicali, iniziative teatrali e culturali, registrando decine di migliaia di presenze negli ultimi anni. Il progetto di foresteria va nella stessa direzione, ampliando ulteriormente i servizi e le opportunità offerte”.

Un presidio, aggiunge, che ha anche una rilevanza nazionale.

“Parliamo, inoltre, di uno dei circoli strategici a livello nazionale, al pari di quelli di Roma, Milano e Torino: una realtà che ha un valore non solo locale ma anche istituzionale e che rappresenta un presidio importante per il territorio”.

L’affondo: “Il Comune pensi all’Arsenale”

Il cuore dell’intervento è però una critica precisa all’amministrazione.

“Per questo motivo non si comprende perché si continui a ipotizzare soluzioni che intervengono “in casa d’altri”, quando invece sarebbe più utile e lungimirante che il Comune concentri i propri sforzi sull’Arsenale, che rappresenta il vero grande spazio su cui costruire un progetto di sviluppo culturale per la Verona dei prossimi anni”.

Da qui la proposta di una visione integrata tra i due poli.

“La prospettiva deve essere quella di una visione integrata e moderna. Castelvecchio deve diventare il punto di partenza di un percorso culturale capace di accompagnare il visitatore attraverso la storia e l’identità della città. Attraversando il ponte scaligero, questo percorso potrebbe naturalmente proseguire verso l’Arsenale, dove realizzare nuovi spazi espositivi, aree per mostre temporanee, ambienti dedicati alla didattica, alla cultura e all’innovazione, oltre a servizi come ristorazione e accoglienza”.

“Serve una strategia, non polemiche”

Per Padovani, la chiave è superare le contrapposizioni e costruire un sistema coerente.

“Un sistema continuo e coerente, capace di mettere in comunicazione luoghi simbolo senza contrapporli, valorizzando le rispettive funzioni e creando un’offerta culturale più ampia, moderna e attrattiva anche dal punto di vista turistico”.

E un richiamo finale alla necessità di una direzione chiara per la città.

“Verona ha bisogno di visione. Una visione che è mancata negli ultimi anni, come dimostra anche l’assenza di grandi mostre di livello internazionale capaci di rilanciare davvero il ruolo culturale della città. Verona ha tutte le potenzialità per tornare protagonista, ma serve una strategia chiara, ambiziosa e coerente. Il binomio tra l’Arsenale e il Museo di Castelvecchio deve diventare il cuore di questa nuova prospettiva”.



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