Home Articoli Case di riposo, Bigon (PD): “Sistema sotto pressione, servono risorse subito”

Case di riposo, Bigon (PD): “Sistema sotto pressione, servono risorse subito”

Condividi
Anna Maria Bigon


Condividi

La questione della non autosufficienza torna al centro del dibattito politico in Veneto. A lanciare l’allarme è la consigliera regionale Anna Maria Bigon del Partito democratico, che parla di un sistema ormai “sotto pressione” e chiede interventi immediati.

“La situazione dell’assistenza agli anziani non autosufficienti nel Veronese e in tutto il Veneto è ormai critica e richiede risposte strutturali immediate” dichiara Bigon, richiamando i dati emersi nelle ultime settimane e le segnalazioni delle organizzazioni sindacali.

Numeri che evidenziano lo squilibrio

Il punto centrale riguarda il divario tra domanda e offerta.

“Nel Veronese abbiamo 5.424 posti letto autorizzati a fronte di una platea stimata tra 45mila e 60mila anziani non autosufficienti. In Veneto si superano i 300mila casi. È evidente uno squilibrio strutturale tra domanda e offerta che non può più essere ignorato”.

Un gap che, secondo Bigon, non viene compensato nemmeno dall’assistenza domiciliare.

“Anche la domiciliarità, pur in crescita, non riesce a colmare il divario: il servizio di assistenza domiciliare vede pochissimi accessi per ogni paziente, segno di un sistema già al limite”.

Famiglie lasciate sole

Le conseguenze ricadono direttamente sui cittadini.

“Questo significa che il peso dell’assistenza continua a gravare sulle famiglie, che sostengono costi elevati o sono costrette a rinunce lavorative per garantire la cura dei propri cari”.

Da qui il richiamo al tema dell’equità nelle rette.

“Non è accettabile che i criteri per il pagamento delle rette delle case di riposo cambino poi da Comune a Comune. L’Isee socio-sanitario deve essere applicato in modo uniforme, garantendo trasparenza e parità di trattamento”.

Servono riforme e dati certi

Secondo la consigliera del Partito democratico, le criticità sono note da tempo e richiedono una revisione complessiva.

“Le recenti sentenze hanno semplicemente reso evidente un problema già esistente: serve una revisione complessiva del sistema, a partire dal ruolo degli enti locali e dal sostegno pubblico”.

Altro nodo è quello della mancanza di dati aggiornati.

“Oggi non esistono numeri certi e aggiornati e le impegnative di residenzialità sono poche rispetto al reale bisogno”.

“La non autosufficienza sia una priorità”

L’appello finale è rivolto alla Regione Veneto.

“È il momento di fare della non autosufficienza una priorità pubblica: servono più risorse per la domiciliarità, una riforma delle RSA e delle IPAB e il riconoscimento concreto del ruolo dei caregiver familiari”.

“Come Regione Veneto dobbiamo intervenire subito con scelte coraggiose e investimenti adeguati. Non possiamo più lasciare sole le famiglie” conclude Anna Maria Bigon.



Ti potrebbe interessare...

Vinitaly, Coldiretti al centro del confronto: “Liberare il vino e puntare su qualità ed export”

Prosegue il dibattito al Vinitaly 2026, dove il tema del futuro del...

Focus: “Il Centro-Destra nei Sondaggi” (Prof. Riccardo Pelizzo)

Diamo i numeri. Non perché si sia perso il senno, ma perché...

Arsenale-Castelvecchio, on. Padovani (FdI): stop polemiche, “serve una visione per Verona”

Torna al centro del confronto politico il futuro dell’asse Arsenale–Castelvecchio. A intervenire...

Confcooperative a Vinitaly: “Stop agli allarmismi sul vino”

Il tema del rapporto tra vino e salute torna al centro del...

“Autospurgo