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Castelvecchio ritrova la passerella scarpiana: riaperto il capolavoro che abbraccia Cangrande

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È stata inaugurata la restaurata passerella scarpiana di Cangrande, uno degli elementi architettonici più iconici del Museo di Castelvecchio, progettato da Carlo Scarpa tra il 1961 e il 1964 per collegare — in quota — le sale della reggia con quelle della galleria. Un intervento lungo, complesso e da 250 mila euro che restituisce alla città uno dei punti più significativi del percorso museale.

La passerella e il balconcino sottostante, collocati nella zona centrale del castello dove domina la statua equestre di Cangrande della Scala, versavano da anni in condizioni critiche, con gravi problemi strutturali e di sicurezza dovuti alla progressiva ossidazione delle parti metalliche.


“Un esempio di cura per il nostro patrimonio”

Soddisfazione da parte della vicesindaca e assessora all’Edilizia monumentale Barbara Bissoli, che sottolinea: “Un altro esempio di cura dell’Amministrazione comunale per il patrimonio architettonico monumentale della città. Un importante intervento di restauro ‘del moderno’ programmato, progettato e realizzato dalla nostra Amministrazione, completandolo tempestivamente grazie alla grande competenza ed esperienza dei professionisti e delle professioniste coinvolti”.

Bissoli ricorda anche come “la passerella scarpiana presentasse, all’atto del nostro insediamento, gravi problemi di manutenzione, conservazione e di sicurezza, nonostante gli interventi degli anni precedenti, rivelatisi non risolutivi”.

Presenti all’inaugurazione anche l’assessora alla Cultura Marta Ugolini, la dirigente dell’Edilizia monumentale Raffaella Gianello, l’architetto Valter Rossetto (progettista e direttore dei lavori) e l’ingegnere Maurizio Cossato di CONTEC, progettista per le opere strutturali.


Un restauro necessario dopo anni di degrado

Negli ultimi anni la ruggine aveva compromesso gravemente la stabilità della passerella, provocando rigonfiamenti delle armature, distacchi di parti cementizie e perfino la rottura di saldature. Nel 2022 si era resa necessaria una messa in sicurezza d’emergenza con puntellamenti e teli protettivi per evitare rischi ai visitatori.

Il nuovo intervento ha previsto:

  • la sostituzione delle putrelle d’acciaio con nuovi profili identici agli originali;
  • il rifacimento completo delle solette in calcestruzzo, mantenendo materiali, geometrie e finiture scarpiane;
  • il recupero e restauro di parapetti, montanti e corrimani in legno;
  • l’estensione del progetto al balconcino laterale, grazie a una perizia suppletiva redatta durante la sospensione dei lavori per gli scavi archeologici della Chiesa di San Martino in Aquaro.

I lavori, sospesi il 30 aprile per consentire gli scavi, sono ripresi il 22 settembre e conclusi il 1° dicembre, entro il termine contrattualmente previsto.


Un percorso unico, firmato Carlo Scarpa

La passerella, parte essenziale dell’allestimento scarpiano, continua a offrire ai visitatori un’esperienza museale irripetibile. Il sistema di camminamenti sospesi permette infatti di osservare la scultura di Cangrande da prospettive sempre diverse, a quote differenti, rivelando dettagli che da terra non sarebbero visibili.

Un esempio magistrale di museografia contemporanea, ora restituito alla sua piena funzionalità e bellezza.

Con questo intervento, Castelvecchio conferma ancora una volta il suo ruolo di scrigno identitario e laboratorio vivente dell’architettura museale del Novecento.



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