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Il dramma della solitudine: più di 9mila anziani veronesi passeranno le feste da soli

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Mentre tanti veronesi si preparano a festeggiare l’arrivo del nuovo anno con un unico dubbio, cenone a casa o al ristorante, esiste nella nostra provincia una platea di persone che starà da sola anche il 31 dicembre, dopo aver passato il Natale senza alcuna compagnia. Stiamo parlando – secondo i dati elaborati dal sindacato dei pensionati della Cgil regionale su base Istat – di circa 9.500 anziani ultra75enni (3.225 nel Comune di Verona) che vivono senza nessuno, perché non hanno un compagno o una compagna e tantomeno figli e quindi neanche nipoti che molto spesso, quando sono piccoli, stanno con i nonni proprio per il cenone di San Silvestro.

“Di solitudine si può anche morire – commenta Adriano Filice, segretario del sindacato dei pensionati della Cgil di Verona -. E nei periodi festivi questa intima sofferenza moltiplica il dolore di chi passa le feste senza l’affetto di nessuna persona cara. Nasce da qui il nostro grido d’allarme, rivolto soprattutto alle amministrazioni comunali perché non si dimentichino di chi in questi giorni è solo e resterà solo con i propri acciacchi fisici e umorali. Fondamentale in tale panorama è anche il ruolo del volontariato ed è inutile dire che realtà come l’Auser, che ha una grandissima attenzione per le situazioni degli anziani soli ai quali offre servizi a domicilio di ogni genere, sono indispensabili”.

Il sindacato dei pensionati Spi Cgil Verona, calcola che nel Veronese il 9% di tutti gli over 75 vive solo, perché non ha né coniuge né figli. Non solo. Fra questi anziani, molti devono confrontarsi con più malattie croniche che ne limitano l’autosufficienza. Chi starà con loro in questo periodo di festa?

“Il tema della solitudine è da sempre al centro delle nostre battaglie e delle nostre denunce – ricorda Elena Di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto -. L’anziano solo è fragile, soggetto a incidenti domestici spesso funesti, esposto a truffe e raggiri, impossibilitato ad accedere al mondo digitale. Con le festività, poi, per queste persone il dramma si acuisce com’è ovvio che sia e ogni anno sentiamo storie che non vorremmo mai ascoltare. Nei comuni più piccoli forse è più facile gestire e monitorare queste situazioni, in quelli più grandi no. Per questo serve una rete di protezione sempre più capillare che metta in campo tutti i soggetti più attrezzati ad affrontare questo dramma. Naturalmente è compito delle amministrazioni coordinare tali reti e per quanto ci riguarda noi siamo i primi a voler esserne coinvolti”.

L’indagine dello Spi fotografa un quadro a tinte fosche. Prendendo in considerazione la fascia degli over 75, età che vede spesso dei peggioramenti nelle condizioni di vita dei soggetti e un aumento delle cronicità e delle situazioni di non autosufficienza, gli anziani veronesi con più di 75 anni potenzialmente soli perché celibi/nubili, divorziati/divorziate, vedovi/vedove sono circa 52.500 (poco meno di 20 mila nel capoluogo) su un totale di poco superiore ai 105 mila over 75 (circa 36 mila nel Comune di Verona). Fra questi però la maggior parte ha figli e nipoti e può passare festività potenzialmente serene. Il vero problema, come detto, riguarda i circa 9.500 anziani senza compagno o compagna e senza prole. E per chi è proprio solo in tutti i sensi, e in età avanzata, questi giorni rappresentano tutto tranne che una festa.



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