Home In evidenza Violenza sulle donne, Zaia: “In Veneto servizi per aiutare le vittime, ma bisogna fare di più”

Violenza sulle donne, Zaia: “In Veneto servizi per aiutare le vittime, ma bisogna fare di più”

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“Lo spirito della giornata di oggi deve essere quello che ispira la convivenza sociale per 365 giorni l’anno. La violenza, verbale o fisica che sia, è un aspetto esecrabile dell’animo umano, che bisogna imparare a reprimere e soffocare. La violenza sulle donne è un fenomeno orrendo, anche perché in molti casi si scatena in ambito famigliare o in quello di una relazione sentimentale. Le donne che si sentono minacciate vanno aiutate e protette. Chi le minaccia, o peggio le maltratta, va perseguito senza indulgenze”.

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia parla dei servizi anti-violenza in Veneto, ma sostiene che si dovrebbe fare di più per bloccare la diffusione del fenomeno.

“Esprimo solidarietà e vicinanza a tutte le donne e alle loro famiglie colpite da questa piaga della società moderna e assicuro loro – prosegue il Governatore –. Che, almeno in Veneto, non sono sole. Lavoriamo tutti i giorni per far affermare una diffusa cultura del rispetto, della ragionevolezza, ma anche per fare la nostra parte istituzionale creando servizi concreti. In Veneto – ricorda Zaia a questo proposito – operano 26 Centri Antiviolenza, 37 Sportelli e 27 Case Rifugio, delle quali 17 a indirizzo segreto. Nel solo 2020 abbiamo preso in carico nei Centri Antiviolenza 3.110 donne che avevano bisogno di aiuto. In generale, un contatto su tre viene preso in carico e L’81% delle violenze si manifesta all’interno di relazioni della coppia, sia in relazioni “in corso” che “concluse”. Numeri che indicano la strada di un ulteriore rafforzamento dei già ampi servizi regionali, ma anche l’assoluta necessità di prevenire, attraverso ogni azione possibile”.

“Il fenomeno, come ci riportano purtroppo cronache quasi quotidiane – afferma il Governatore –. Si va diffondendo in maniera preoccupante, e si ha la sensazione che le norme di tutela delle donne a rischio violenza non siano così incisive come sarebbe necessario. E’ una questione della quale credo debba occuparsi al più presto il legislatore nazionale con una revisione complessiva di quanto oggi previsto da leggi e procedure. Bisogna fare il possibile – aggiunge – perché una donna in pericolo venga difesa con forza e concretezza, appena verificata la veridicità della denuncia, i violenti vanno perseguiti e puniti con più durezza perché le vite spezzate o rovinate dalla violenza di genere sono troppe ed è arrivato il momento della tolleranza zero”.



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