“Il declino culturale attuale non è ineluttabile. Solo guardando cosa fanno le grandi città d’arte mondiali, possiamo trovare il giusto indirizzo per una Verona Capitale della Cultura e del Turismo Culturale. Gli Uffizi a Firenze, i Musei Vaticani a Roma, il Louvre a Parigi: tutti grandi complessi che uniscono arte contemporanea e storica, proponendo percorsi espositivi connessi, completi ed unici.” Così esordisce Michele Croce, ex presidente di Agsm e oggi leader della lista civica Prima Verona che propone un polo museale che valorizzi da storia di Verona e soprattutto degli Scaligeri.
“Tutto ciò è possibile anche a Verona – prosegue Croce -, connettendo il Palazzo della Ragione (in realtà Palazzo del Comune, oggi sede della Galleria d’Arte Moderna e di proprietà della Fondazione Cariverona), con l’adiacente Palazzo del Capitano (in realtà Palazzo di Cansignorio, proprietà Fondazione Cariverona), con gli adiacenti Palazzi degli Scaligeri (Palazzo di Cangrande I della Scala, sede della Prefettura e di proprietà della Provincia di Verona)”.
“Palazzi storici, bellissimi, ristrutturati, con enormi metrature, che costituirebbero un Polo Museale Unico a livello mondiale, se connessi e destinati a percorsi museali mirati, dando finalmente casa anche al Museo degli Scaligeri, nelle stesse mura abitate da Cangrande e che ospitarono Dante, Giotto, Boccaccio e Petrarca, facendo di Verona la prima Signoria del 300 italiano”, spiega Croce.
“La Verona Città d’Arte, la Verona Capitale Culturale, la Verona meta turistica mondiale non può fare a meno di un museo. Il Museo. Il Museo degli Scaligeri. E dove se non nel luogo ove essi abitarono, ospitarono, stabilirono la loro Signoria, la principale dell’Alto Medioevo italiano, ovvero nel Palazzo degli Scaligeri, oggi di proprietà della Provincia di Verona ma che ospita gli uffici della Prefettura”.
Un invito quindi, quello di Croce, a Fondazione Cariverona, Provincia di Verona, enti proprietari dei palazzi storici e al Comune, a formare un tavolo di lavoro per pensare a come realizzare questo nuovo grande “polo museale unico” per ridare a Verona luce e prospettiva turistico-culturale.
Italo Martinelli, studioso, scrittore e divulgatore veronese che condivide appieno quest’idea aggiunge: “Il progetto di musealizzare completamente l’area dei Palazzi Scaligeri, oltre ad essere oltremodo interessante, credo sia anche l’occasione imperdibile per iniziare o tornare a pensare o a ripensare il ruolo di Verona quale importantissima città d’arte. Verona è famosa nel mondo per le fiere, gli eventi e la lirica, ma non lo è come vera e propria città d’arte realtà che invece le appartiene in maniera strepitosa. Primi a non considerare la nostra città in questa maniera siamo noi Veronesi che della nostra città e della sua storia conosciamo pochissimo e quindi non le diamo apprezzamento e valore. Verona, al di là della (per certi versi) sterile polemica sulla mancata attribuzione del titolo di Capitale della Cultura, deve fare uno sforzo comune per imporsi come merita come vera e ricchissima città d’arte”.
“Non siamo all’anno zero – prosegue Martinelli -, molte cose sono state fatte ma è il quadro generale che va armonizzato e completato; da qui bella ed interessante la proposta del museo degli Scaligeri o del Medioevo nel Palazzo di Cangrande. Il turismo culturale è un turismo ‘ricco’, non impattante, destagionalizzato, di prossimità e di relazione sempre alla ricerca delle vere eccellenze del ‘genius soci’ più genuino. Credo sia davvero giunto il momento di passare dalla obsoleta definizione di Verona come ‘città degli innamorati’ a quella degli ‘innamorati della città’ provengano essi da qualsiasi parte del mondo, è Verona che lo merita”.
Sull’argomento interviene anche l’ex assessore alla Cultura del Comune di Verona Mimma Perbelleni che dichiara: “La principale signoria del 300 italiano fu con Cangrande I Della Scala quindi è molto importante che si parli di questa grande casata. A Verona serve un piano museale complessivo e condiviso per poter valorizzare al meglio la storia della nostra meravigliosa città anche, e soprattutto, come attrattiva per il turismo”.


















