L’assemblea sindacale dei lavoratori di Amia ha decretato lo stato di agitazione. Se non ci saranno novità rilevanti entro la fine della prossima settimana sarà sciopero generale.
“Questo è il prezzo che i cittadini, i lavoratori e lo stesso servizio si avviano a pagare per le false promesse dell’amministrazione Sboarina di riportare in house il servizio di raccolta dei rifiuti”, commentano i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani.
“A due anni dall’approvazione da parte del Consiglio comunale dell’atto di indirizzo che vincolava l’amministrazione a provvedere in tal senso, non si è mossa una virgola – proseguono i consiglieri -. Ad oggi non esiste nulla: non uno studio, non un’analisi delle possibili soluzioni, niente che risponda alle legittime richieste di 900 lavoratori di Amia e Serit”.
“E a nulla serve l’ordine del giorno all’acqua di rose votato durante l’ultimo consiglio comunale. Servirebbero, al contrario, una trentina di milioni di euro per scorporare l’azienda, ammesso e non concesso che la nuova Muven, nata dalla fusione di Agsm e Aim Vicenza, sia d’accordo a privarsi dell’azienda. Dal 1° gennaio infatti, Amia non sarà più di esclusiva proprietà del Comune di Verona”.
“Ma perché l’amministrazione in due anni non ha mosso un dito? Per incapacità e perché questi amministratori sono più interessati alle poltrone che ad altro. Casali è a un passo dall’ottenere la presidenza Muven e il suo gruppo di maggioranza non risponde più nel merito di una questione che era risultata divisiva nella maggioranza”, concludono.


















