Home In evidenza Ragazzi a lezione davanti ai portoni delle scuole per la giornata internazionale dello studente. #ancoradimenticati

Ragazzi a lezione davanti ai portoni delle scuole per la giornata internazionale dello studente. #ancoradimenticati

Condividi


Condividi

Oggi, 17 Novembre, per la giornata internazionale dello studente, i ragazzi e le ragazze hanno deciso di seguire le lezioni davanti ai portoni chiusi delle proprie scuole: chiedono progettualità vera sul loro futuro, chiedono tutti gli sforzi possibili per un ritorno alla scuola in presenza e in sicurezza, e, finché verrà imposta la DAD, di portare nei consigli d’istituto la loro Carta dei Diritti per la Didattica a Distanza.

Il sit-in studentesco è stato organizzato dalla Rete degli Studenti Medi di Verona e la Rete degli Studenti Medi di San Bonifacio, in collaborazione con il movimento di opinione Ridateci la Scuola, a cui hanno partecipato gli studenti degli istituti Maffei, Artistico Statale, Agli Angeli, Guarino Veronese di San Bonifacio e il G.Cotta di Legnago, con l’hashtag #ancoradimenticati.

“La pandemia ci ha fatto rimanere a casa, a fare lezione dietro ad un monitor, da ormai quasi nove mesi. Nove mesi in cui nessuno ha davvero preso in mano le redini della scuola, ridisegnato programmi, metodi e una didattica nuova: da parte di governo, regione ed enti territoriali, non si è fatto abbastanza per difendere la scuola in presenza, specialmente per le superiori, e non c’è stata alcuna progettualità per la didattica a distanza prevista e annunciata purtroppo da tempo anche per l’a.s. 2020/21”, dichiarano gli studenti.

”Come studenti ci sentiamo davvero dimenticati dietro ad uno schermo, sono nove mesi che proviamo a dire la nostra sul rientro in presenza e sulla didattica a distanza e sono nove mesi che veniamo ignorati.” dichiara  Camilla Velotta, coordinatore della Rete degli Studenti Medi di Verona “Sapevamo che purtroppo saremo tornati a fare lezione da casa, ma dobbiamo poterlo fare con delle garanzie, delle tutele e delle certezze sul nostro futuro. Durante la didattica normale potevamo contare sullo Statuto delle studentesse e degli studenti, ora non c’è nessuna forma di garanzia e tutela per noi. Dal 1998 ad oggi, proprio con questa didattica digitale dovuta al semi-lockdown, le cose sono cambiate molto: serviva assolutamente adattare lo Statuto con le esigenze della DAD. Anche se riteniamo che la DAD sia uno strumento emergenziale, abbiamo sulla stessa un’opinione e una proposta molto concreta alla faccia di chi accusa i giovani di parlare e basta! Stiamo presentando un documento che potrebbe diventare presto un riferimento e una garanzia per le studentesse e gli studenti in un momento di instabilità ed insicurezza come questo.”

“La scuola deve essere l’ultima a chiudere e la prima a riaprire” continua Rachele Peter di Ridateci la Scuola “Cosa è stato fatto in questi mesi e cosa si sta facendo per tornare a scuola in presenza e in sicurezza? Cosa si sta facendo per migliorare i trasporti? Per rinforzare il sistema sanitario e i presidi medici nelle scuole? Chiedere che la scuola torni in presenza non significa negare o sottovalutare l’emergenza sanitaria, ma evitare che – per usare le parole di ieri del coordinatore del CTS Miozzo – un’emergenza ne generi un’altra. La scuola e lo studio sono un diritto fondamentale per i nostri ragazzi non dimentichiamocelo”.



Ti potrebbe interessare...

Serie C Padel: derby veronese da brividi al Platys

Domani pomeriggio Verona si accende con uno degli appuntamenti più attesi della...

Presepi veneti, proposta di legge per valorizzare la tradizione

A Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, è stato...

Giornata dell’Albergatore 2026, a Verona il turismo guarda a giovani, innovazione e MICE

Il turismo veronese guarda oltre i confini, tra nuove generazioni, innovazione e...

Morto Umberto Bossi, Borchia: “Se ne va una parte della mia vita politica”

Cordoglio nel mondo politico per la scomparsa di Umberto Bossi, storico fondatore...

“Autospurgo