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Sport. Corazzari: “L’attività sportiva non è un bene a cui possiamo permetterci di rinunciare”

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“L’attività fisica, di ogni livello, non può essere considerata una ‘attività non essenziale’. L’attività sportiva non è un bene cui possiamo permetterci di rinunciare, così come non possiamo sostenere il crollo di un intero settore essenziale non solo per la nostra economia, ma per la nostra salute e per il benessere delle persone”. Lo scrive l’assessore regionale allo Sport Cristiano Corazzari in una lettera che ha indirizzato al ministro per le Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora.

Corazzari esprime preoccupazione per le ricadute dell’ultimo Dpcm su società sportive, circoli, associazioni ma anche su atleti, amatori, dilettanti e appassionati di sport. Prosegue l’assessore: “Lo sport è uno dei settori più colpiti dall’epidemia ma è anche tra quelli che più hanno profuso impegno per mettere in atto ogni misura utile a ridurre le possibilità di trasmissione del virus, contrastarne la diffusione e permettere a chi ama lo sport di continuare in sicurezza l’attività. I protocolli sono stati rigorosamente rispettati. Da una parte gestori e società si sono fortemente impegnati per garantire ambienti sicuri, applicando tutte le norme di tutela sanitaria, investendo risorse ed energie, sensibilizzando gli sportivi al rispetto delle regole. Dall’altra parte, gli sportivi che frequentano impianti, campi, piscine, palestre, sale hanno rispettato ogni misura di prevenzione richiesta. Questo impegno, i risultati che ha dato, non possono essere disconosciuti, vanno tenuti in considerazione nel necessario contemperamento degli interessi in gioco, meritano di essere valutati con la necessaria calma e attenzione.  Cittadini di ogni età trovano nello sport una risorsa fondamentale per mantenere l’equilibrio in questo periodo di paura e incertezza e hanno bisogno di poter continuare a fare sport per il benessere psichico e fisico”.

In conclusione alla lettera Corazzari aggiunge, “Molti condividono il timore che la chiusura di tanti impianti, centri, l’interruzione delle attività possa portare più danni che benefici e che sia necessario permettere la continuazione delle discipline che dimostrano, dati alla mano, di non rappresentare un pericolo se svolte nel rispetto delle regole. Sono consapevole delle difficoltà di operare distinguo in un mondo complicato e multiforme, ma ritengo valga la pena di esaminare ogni singola, diversa disciplina”.



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