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La Lega di Verona appoggia il Presidente di Confindustria Bonomi

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Il gruppo dei parlamentari veronesi della Lega condivide le preoccupazioni espresse ieri dal Presidente di Confindustria Italia Carlo Bonomi nella desolante cornice di un Arena svuotata.

“Il Governo, – dichiarano – con l’ennesima misura a debito, impegna ancora risorse su interventi emergenziali e limitati mentre all’Italia  serve immediatamente una manovra a lungo respiro, che garantisca certezze e che consenta alle aziende di programmare il proprio futuro, sbloccando un sistema paese che è impantanato da troppo tempo. Con l’ultima manovra il Governo Pd 5stelle ha creato debito per complessivi 130 miliardi di euro, che graveranno in maniera pesantissima sul nostro futuro. Basta ai bonus a pioggia, usati come spot elettorale a danno di chi produce! Diventa invece fondamentale semplificare subito l’accesso al credito, in linea con quanto fatto dagli altri Paesi europei: i 90 miliardi che il Governo sbandiera orgogliosamente di aver fatto distribuire tramite il sistema bancario non li ha visti quasi nessuno”.

“Per Verona – proseguono – accogliamo favorevolmente l’appello a programmare secondo logiche di sistema, per garantire il massimo sviluppo alla nostra città. Questo tuttavia è tanto più positivo quanto più si riesca ad assumere in questo sistema un ruolo centrale, o quanto meno paritetico e dignitoso, diversamente il rischio concreto è di vedersi semplicemente spogliati di asset strategici, come l’AGSM o il Catullo, con la relativa perdita di indotto che sarebbe inaccettabile, soprattutto in questo periodo. La fusione di AGSM con AIM Vicenza, sempre supportata dalla Lega, non solo permetterà alla nostra storica multiutility di consolidarsi nel territorio, ma creerà la base per sviluppare una grande azienda energetica del Veneto Occidentale, in grado di garantire occupazione e servizi, al fianco delle migliaia di partite iva locali che da sempre collaborano con la principale Azienda partecipata di Verona”.

Queste, secondo i leghisti sono “iniziative vincenti poiché garantiscono contemporaneamente territorialità e sviluppo, cosa che purtroppo non sta accadendo con il sistema aeroportuale Veneto, depresso da una gestione monopolista che, dopo aver compromesso lo scalo di Treviso, sta prosciugando investimenti e passeggeri da Verona, considerando il nostro aeroporto semplicemente come un satellite di quello veneziano. La perdita di traffico aereo in favore del Marco Polo – concludono – comporterà gravi conseguenze, sia economiche che occupazionali, contrarie allo sviluppo che tutti noi auspichiamo per il sistema del Garda e per la nostra città, importante crocevia logistico, soprattutto verso nord. Ecco, a nostro avviso questo è un pessimo esempio sul come fare sistema”.



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