Home In evidenza Casa di Giulietta. Sboarina replica a Tosi: “In tre anni fatto tutto ciò che è mancato nei dieci precedenti”

Casa di Giulietta. Sboarina replica a Tosi: “In tre anni fatto tutto ciò che è mancato nei dieci precedenti”

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Il sindaco Federico Sboarina risponde al consigliere Flavio Tosi sulla situazione della Casa di Giulietta. Tosi ribadisce che la decisione delle modalità con cui vengono fatte le visite alla Casa spetta al Sindaco e non al sovrintendente Tinè, essendo compito di quest’ultimo solo la tutela del monumento. Tosi ribadisce il suo pensiero: “Al solito Sboarina non sa operare, decidere, fare. E privo com’è di capacità politica e amministrativa, si fa scavalcare da un burocrate”. In risposta Sboarina dichiara: “In dieci anni la precedente amministrazione non solo non ha concluso la Casa di Giulietta, ma nemmeno nient’altro. Di tutte le opere pubbliche che l’allora sindaco Tosi aveva più volte garantito, non ne è partita nemmeno una: traforo, filovia, stadio, Arsenale, statale 12, restauro dell’Arena. E per fortuna che, nell’inconcludenza generale, non ha nemmeno realizzato le brutture che non piacevano a nessun veronese, come il cimitero verticale e la copertura dell’Arena. Per noi adesso non è difficile fare bella figura rispetto al nulla cosmico di prima. Sulla Casa di Giulietta in tre anni, abbiamo fatto il cento per cento in più rispetto ai dieci precedenti, a cominciare dal decoro. Lui non è riuscito nemmeno a togliere cerotti e gomma da masticare dai muri. Per non parlare delle carte. Di concreto in mano non aveva niente, tanto è vero che nessun progetto è mai stato portato in soprintendenza mentre noi ne abbiamo portati due. Alle sue chiacchiere, rispondiamo con gli atti amministrativi, gli unici che contano se vuoi lo sviluppo vero della città e rompere l’immobilismo in cui era piombata. I ricorsi al Tar non sono soluzioni, servono solo ad allungare i tempi tenendo tutto fermo. Noi invece stiamo andando avanti, cercando la soluzione perché i piani economici dei proponenti adesso devono rimodularsi su flussi turistici completamente diversi da quelli di sei mesi fa. Gli scenari sono cambiati in tutti il mondo. Solo Tosi non se n’è accorto, forse è lui che dorme sonni profondi come quelli che ha fatto subire a Verona per dieci anni”.



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