Home In evidenza Casa di Giulietta. Tosi: “Il Sovrintendente Tinè mette paletti che non gli competono e Sboarina accetta supinamente”

Casa di Giulietta. Tosi: “Il Sovrintendente Tinè mette paletti che non gli competono e Sboarina accetta supinamente”

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Sboarina  deve impugnare il parere del Sovrintendente Tinè sulla casa di Giulietta” ha detto stamattina in una conferenza stampa in Comune Flavio Tosi. “E’ un’invasione di campo, un Sovrintendente è pagato per tutelare un monumento, non per stabilire in che modo devono essere fatte le visite. Tinè boccia i project di Mox o Juliet’s Farm, ma così uccide qualsiasi possibile offerta di riqualificazione del sito, perché disponendo che le visite debbano svolgersi nell’intero percorso, compreso il museo, bocciando quindi l’opzione della sola visita al cortile, eliminerà la gran parte dei turisti. infatti la maggior parte di essi da 75 anni si limita a visitare il cortile senza entrare nella casa museo. Un privato non potrebbe sostenere gli investimenti se lo obblighi a proporre la sola opzione del percorso intero a dieci euro e non anche il solo cortile a 2 euro”. Peraltro, dice Tosi, “Tinè come motivazione nel bocciare la proposta Mox adduce le caratteristiche storiche e museografiche storicizzate della Casa di Giulietta, sappiamo in realtà che il balcone è un falso storico, lo fece collocare lì il Direttore dei Musei Civici Antonio Avena prima della seconda guerra mondiale. E anche gli affreschi del 500 a cui si riferisce Tinè sono stati portati nella casa a fine 800. Insomma di medievale nella Casa non c’è quasi nulla, quindi viene a mancare anche la motivazione della tutela storica. Avena ebbe la geniale idea di inventarsi il balcone e creare così una leggenda che porta milioni di turisti, Tinè invece con mentalità da burocrate i turisti di fatto li caccia via. Pensate se all’epoca di Avena, come Sovrintendente ci fosse stato Tinè: il balcone di Giulietta a Verona non esisterebbe”. Tosi  ha sottolineato: “Tinè mette dei paletti che non gli competono, ma Sboarina accetta supinamente, io da Sindaco in casi analoghi mi sono appellato al Tar, anche proprio contro una decisione di Tinè e ho vinto. Del resto il Sindaco Sboarina e l’Assessore Briani sulla Casa di Giulietta dormono da tre anni. Nel 2017 la mia Giunta aveva definito il recupero con il progetto Mox, ma la Briani ha sempre rinviato, finché a furia di perdere tempo è cambiato il Sovrintendente: dall’ottimo dr. Fabrizio Magani (che era a favore del progetto Mox) a Tinè. Al solito Sboarina non sa operare, decidere, fare. E privo com’è di capacità politica e amministrativa, si fa scavalcare da un burocrate”.



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