Home In evidenza Allagamenti. PD: “Gli annunci-beffa dell’amministrazione. Ad Acque Veronesi chiediamo una gestione più oculata”

Allagamenti. PD: “Gli annunci-beffa dell’amministrazione. Ad Acque Veronesi chiediamo una gestione più oculata”

Condividi


Condividi

“‘Mai più Verona allagata’, ‘Porta Borsari ok ora tocca a Veronetta’, ‘Sboarina assicura: le immagini di Verona sott’acqua saranno soltanto un lontano ricordo’. Questi alcuni annunci che accompagnarono i lavori a Porta Borsari alla fine del 2018. Leggerli oggi, a distanza di un anno e mezzo e all’indomani di nuovi allagamenti sempre a Porta Borsari e Veronetta oltre che nei quartieri, suonano come una autentica beffa”. Questo quanto dichiarano i consiglieri del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani riguardo i disagi e i danni provocati dai recenti allagamenti causati dal maltempo. “Chiediamo al Sindaco di venire a riferire sulla congruità dei lavori svolti a Porta Borsari il cui difetto, ripresentatosi anche ieri in assenza di blackout di energia elettrica, sembrerebbe essere strutturale. Ritorniamo a chiedere una programmazione accurata e permanente per la pulizia delle caditoie, un’operazione di ordinaria manutenzione che deve diventare costante e non episodica. Inoltre si esprimono duramente anche per quanto riguarda la gestione di Acque Veronesi: “E poi: basta con gli amici degli amici alla guida delle aziende partecipate. Meno politici e più tecnici. Le aziende partecipate devono rendere un servizio ai cittadini non uno stipendio ai politici di turno. A questo proposito sottolineiamo un aspetto a nostro avviso critico della gestione di Acque Veronesi: da documenti ufficiali risulta che nel 2018 e nel 2019 l’azienda ha speso rispettivamente 2 milioni e 2,7 milioni di euro per affidamenti diretti o in economia, sottosoglia o cottimo fiduciario per lavori che riguardano principalmente la direzione lavori o compiti di progettazione. Siamo sicuri che tali compiti nona potevano essere assolti utilizzando risorse interne? E’ opportuno ricorrere così massicciamente ad incarichi e consulenze esterne? Un team interno di personale specializzato e qualificato non sarebbe costato meno? Con i risparmi ottenuti non si sarebbe potuto finanziare interventi urgenti per la messa in sicurezza dei quartieri o programmi di agevolazione tariffaria per le fasce deboli della popolazione in difficoltà nel post coronavirus? Chiediamo una verifica con i vertici di Acque Veronesi per capire se questa pratica sia corretta o se invece, come sospettiamo, comporti soltanto maggiori esborsi per l’azienda e quindi per i cittadini veronesi”.



Ti potrebbe interessare...

Focus: “Operazione Granchio Blu” (Prof. Riccardo Pelizzo)

Sembra di essere in un’estate piena di emergenze. Il caldo impazza, l’Etna...

Ferragosto al Platys: paella, piscina e musica con Radio Pico

Un Ferragosto da vivere tra piscina, gusto e musica. Sabato 15 agosto...

ATO Veronese, severità idrica alta: scattano le misure anti-spreco

Il livello di severità idrica passa da medio ad alto e sul...

Vicenzi cresce ancora: fatturato a 168 milioni

Il Gruppo Vicenzi chiude il 2025 con un fatturato consolidato di 168...

“Autospurgo