La riqualificazione di piazza Renato Simoni accende il dibattito politico a Verona. A intervenire è il deputato di Fratelli d’Italia Marco Padovani, che raccoglie le preoccupazioni di residenti e commercianti, chiedendo all’amministrazione comunale di affrontare prima il tema del degrado urbano e della sicurezza, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sugli interventi di carattere estetico.
Secondo Padovani, l’area compresa tra la stazione ferroviaria e piazza Pradaval rappresenta uno dei punti più delicati della città, già oggi interessato da fenomeni di degrado e utilizzi impropri degli spazi pubblici.
“I residenti mi hanno espresso una forte preoccupazione per il progetto di riqualificazione di piazza Renato Simoni. Timori comprensibili, perché stiamo parlando di un’area molto delicata, collocata tra la stazione e piazza Pradaval, dove il degrado urbano e gli utilizzi impropri degli spazi pubblici rappresentano già oggi un problema concreto”, afferma il parlamentare.
Nel mirino finiscono anche le numerose spaccate ai danni delle attività commerciali e le condizioni di diversi porticati cittadini.
“Le spaccate ai danni di negozi ed esercizi commerciali si susseguono, i porticati e diverse aree della città versano in condizioni preoccupanti e residenti e commercianti chiedono maggiore attenzione. Eppure l’amministrazione sembra convinta che basti eliminare parcheggi, aggiungere panchine e pedonalizzare per risolvere problemi molto più profondi”, prosegue.
Per l’esponente di Fratelli d’Italia, il rischio è che una riqualificazione limitata all’aspetto architettonico non produca i risultati sperati.
“Il verde, le aree di aggregazione e i giochi d’acqua possono apparire suggestivi nei rendering, ma una piazza non si riqualifica soltanto dal punto di vista estetico. Senza manutenzione costante, pulizia, illuminazione, controlli e una gestione quotidiana dell’area, il rischio è quello di creare un nuovo spazio esposto all’abbandono e al degrado. Piazza Renato Simoni non può diventare una seconda Pradaval, una seconda piazza XXV Aprile o il prolungamento delle criticità già presenti attorno alla stazione”.
Padovani critica inoltre l’approccio dell’amministrazione guidata dal sindaco Damiano Tommasi, accusandola di non aver affrontato con decisione il tema della qualità urbana.
“Il primo passo per risolvere un problema è riconoscerlo. In quasi quattro anni il sindaco Damiano Tommasi ha evitato di affrontare apertamente il deterioramento della qualità urbana e della vivibilità di molte zone della città. Anche quando l’amministrazione ha parlato di insicurezza, lo ha fatto riducendo tutto a una questione di percezione. Ma il degrado che cittadini e commercianti incontrano ogni giorno è reale e sotto gli occhi di tutti”.
Il deputato chiede quindi un maggiore impegno del Comune sulle competenze dirette dell’ente.
“Invece di scaricare continuamente le responsabilità su altre istituzioni, il Comune dovrebbe intervenire su ciò che è direttamente di sua competenza: decoro, pulizia, illuminazione, manutenzione degli spazi pubblici, Polizia locale e presidio del territorio. Su questi temi, però, il sindaco continua a rimanere sostanzialmente in silenzio”.
Non manca poi il riferimento alla recente riqualificazione di piazzetta Bra Molinari, che secondo Padovani ha già evidenziato alcune criticità legate alla soppressione dei parcheggi.
“Non stiamo parlando di piazzetta Bra Molinari, dove il contesto e le condizioni di partenza erano differenti e sul cui risultato definitivo staremo comunque a vedere. Anche lì, però, la soppressione dei parcheggi ha creato disagi. Per piazza Renato Simoni il Comune afferma che manterrà gli stalli lungo via Scalzi e realizzerà nuovi posti a sosta breve in via Città di Nîmes. Ma quanti saranno? E quale sarà il saldo effettivo per residenti, commercianti e clienti?”.
Infine l’affondo sul metodo seguito dall’amministrazione comunale.
“È il consueto metodo dell’amministrazione Tommasi: prima presenta una trasformazione come già definita, poi ascolta il territorio quando le decisioni sono state sostanzialmente prese. Nessuno è contrario al verde o alla riqualificazione, ma riqualificare significa prima di tutto rendere un luogo curato, vivibile e realmente fruibile”.
Da qui la richiesta conclusiva.
“Il Comune apra un confronto vero con il quartiere e presenti un piano credibile per parcheggi, pulizia, manutenzione e gestione futura dell’area. Perché una città segnata dal degrado non si rimette in ordine semplicemente aggiungendo qualche panchina”.


















