Il caldo dell’estate 2026 sta cambiando le abitudini dei turisti e premia gli agriturismi della provincia di Verona. Dopo un luglio positivo, agosto si annuncia tra i migliori degli ultimi anni, con strutture sempre più richieste soprattutto dagli ospiti stranieri, che scelgono il territorio veronese per rilassarsi tra natura, piscina e buona cucina.
Secondo Agriturist-Confagricoltura, la provincia scaligera continua ad essere la principale destinazione agrituristica del Veneto, grazie alle sue 421 strutture, il numero più alto della regione.
A trainare il settore sono soprattutto i visitatori provenienti dalla Germania, seguiti da Olanda, Regno Unito, Danimarca e, quest’anno, anche da Irlanda, Norvegia, Polonia e perfino Israele.
“Quest’anno c’è un vero e proprio assalto di stranieri – sottolinea Alessandro Tebaldi, presidente provinciale di Agriturist, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura e titolare dell’agriturismo Corte Attilea di Valeggio – che fanno tam-tam nelle chat e segnalano gli agriturismi veronesi per l’accoglienza di qualità, con servizi che rispecchiano le aspettative di chi cerca una vacanza nella natura, tra relax nel verde, tranquillità e buon cibo.”
Il presidente evidenzia come il caldo stia influenzando in maniera significativa le scelte dei vacanzieri.
“A influire sulle scelte dei turisti è anche il caldo sempre più intenso, che favorisce soggiorni in collina e montagna e una maggiore propensione a viaggiare fuori dai periodi di picco. Gli agriturismi con piscina sono i più gettonati, ma in generale i nostri ospiti apprezzano la possibilità di soggiornare nel verde, in strutture rurali, con parchi alberati che garantiscono l’ombra e la possibilità di effettuare escursioni e attività sportive come bicicletta, trekking ed equitazione. Ovviamente piace molto la vicinanza alle città d’arte, da Verona a Venezia e Padova.”
Un’altra novità della stagione 2026 riguarda la durata delle vacanze, che torna ad allungarsi dopo anni di permanenze sempre più brevi.
“Al contrario del passato, gli stranieri prenotano anche per dieci giorni o, addirittura, per due settimane – riferisce Tebaldi -. Si tratta, in generale, di gruppi e famiglie. Quest’anno c’è anche molto più varietà nei Paesi di provenienza. Abbiamo ospiti anche dall’Irlanda, dalla Norvegia, dalla Polonia e perfino da Israele. Già da luglio si registra un aumento delle prenotazioni nelle aree collinari e montane, che si confermano tra le mete preferite anche per il pranzo di Ferragosto.”
Le rilevazioni di Agriturist-Confagricoltura mostrano inoltre che il turismo rurale non si limita più al semplice pernottamento. Sempre più visitatori scelgono esperienze complete che uniscono ospitalità e scoperta del territorio: il 27% ricerca eventi culturali e musicali nei borghi, il 25% preferisce visite in cantina e nei caseifici con degustazioni guidate, mentre cresce anche l’interesse per escursioni, trekking, cicloturismo, ippoturismo e attività dedicate alle famiglie.
A livello regionale il Veneto conta oggi oltre 1.700 agriturismi attivi e circa 18.000 posti letto. Con 421 strutture, la provincia di Verona si conferma leader regionale davanti a Treviso (309) e Vicenza (243), consolidando il proprio ruolo di destinazione privilegiata per il turismo rurale italiano e internazionale.

















