Dopo la raffica di critiche del centrodestra al Governance Poll 2026 pubblicato da Il Sole 24 Ore, arriva la replica dell’assessore comunale Federico Benini, che invita a non trasformare la classifica sul gradimento dei sindaci in un giudizio definitivo sull’operato dell’amministrazione.
Benini prende le distanze dall’entusiasmo mostrato dagli esponenti dell’opposizione e ricorda come, anche in passato, analoghi sondaggi non abbiano anticipato l’esito delle elezioni.
“Vedo che qualcuno oggi festeggia per la classifica del gradimento dei sindaci pubblicata da Il Sole 24 Ore. Personalmente non l’ho mai fatto quando ero all’opposizione e non intendo iniziare oggi. Non perché i sondaggi non vadano rispettati, ma perché conosco abbastanza bene come vengono realizzate queste rilevazioni da sapere che vanno interpretate con molta prudenza.”
L’assessore richiama quindi il precedente dell’ex sindaco Federico Sboarina, ricordando che nel 2020 occupava anch’egli una posizione molto bassa nella stessa graduatoria.
“Federico Sboarina può confermarlo bene: nel 2020 risultava 84° nella stessa classifica. Eppure non mi sono mai sognato di usare quel dato come una clava politica.”
Per rafforzare la propria tesi, Benini cita anche altri casi nazionali.
“Anche perché la storia dimostra quanto questi numeri possano essere poco predittivi. Nelle classifiche di pochi anni fa, ad esempio, Claudio Scajola a Imperia e Sergio Giordani a Padova erano nelle ultimissime posizioni del gradimento. Entrambi sono poi stati rieletti al primo turno con percentuali vicine al 60%.”
Da qui la conclusione politica dell’assessore.
“Per questo lascio volentieri agli “sciacalli” il gusto di esultare per una graduatoria. Io continuo a pensare che il giudizio vero lo esprimano i cittadini quando votano.”
Pur difendendo l’operato dell’amministrazione, Benini riconosce tuttavia che il Governance Poll rappresenta anche uno spunto di riflessione sul rapporto con la città.
“Detto questo, una riflessione questa classifica la impone comunque. Dopo quattro anni di amministrazione la città è profondamente cambiata: cantieri, parchi, strade, scuole, opere pubbliche e interventi che per anni erano rimasti fermi oggi sono realtà.”
Secondo l’assessore, uno dei limiti dell’amministrazione sarebbe stato quello di non aver comunicato con sufficiente efficacia il lavoro svolto.
“Forse abbiamo dato per scontato che bastasse fare le cose. In realtà amministrare bene è fondamentale, ma non basta: bisogna anche saper raccontare ciò che si realizza, spiegare le scelte, far conoscere i risultati.”
Infine, Benini rilancia il lavoro dell’amministrazione guidata dal sindaco Damiano Tommasi.
“Su questo possiamo e dobbiamo fare di più. Perché Verona, dopo quindici anni di sostanziale immobilismo, è cambiata davvero. E i cittadini hanno il diritto di conoscere fino in fondo il lavoro che è stato fatto.”
Con questa presa di posizione, l’assessore risponde alle critiche mosse nelle ultime ore dal centrodestra e sposta il confronto dal dato del sondaggio al giudizio che, secondo lui, sarà espresso dai cittadini alle prossime elezioni amministrative.


















