Home Articoli Focus: “Basta Sprechi: ecco il programma vincente per l’Italia” (Prof. Riccardo Pelizzo)

Focus: “Basta Sprechi: ecco il programma vincente per l’Italia” (Prof. Riccardo Pelizzo)

Condividi
Riccardo Pelizzo


Condividi

Il costo dell’energia, di cui ci siamo già occupati sulle pagine de Il Mattino di Verona, contribuisce al carovita, rende più difficile per le famiglie sbarcare il lunario, aumenta i costi di produzione che le nostre aziende devono sostenere e, quindi, rende i prodotti italiani meno competitivi.

Il costo del lavoro in Italia, a sua volta particolarmente oneroso, contribuisce e diminuire la competitività dei nostri prodotti.

La pressione fiscale, di cui si è occupato Michele Croce su Il Mattino di Verona, a sua volta fa lievitare i costi per le aziende, diminuendo la competitivià dei nostri prodotti.

I prezzi più alti, riducono la domanda, e di conseguenza le vendite. Per cui le aziende o licenziano (per non chiudere) o chiudono (licenziando) o vanno all’estero (licenziando i lavoratori italiani).

L’eventuale crollo dell’occupazione danneggia i consumi, la crescita economica (che infatti è da anni virtualmente inesistente) e la sostenibilità di un sistema pensionistico che già nel 1994, quando Berlusconi andò al governo per la prima volta, andava profondamente ripensato.

Per tenere le aziende in Italia e per tenerle in vita (e per tenere un livello accettabile di occupazione) è necessario abbattere i costi dell’energia e della tassazione.

Per giustificare una riduzione della pressione fiscale vanno abbattuti gli sprechi che vanno dalle misure introdotte dal governo Conte per sostenere i consumi ai miliardi spesi per aiutare l’Ucraina.

I miliardi spesi per sostenere l’Ucraina sono stati uno spreco. Non sono stati utilizzati per soddisfare i bisogni degli italiani, non hanno fatto terminare il conflitto, e, cosa peggiore, sono stati fatti contro il volere del popolo italiano cha ha tutto il diritto di decidere cosa debba o non debba fare un governo.

Gli Italiani sono quasi unanimemente contro la guerra in Ucraina, sono per il 94 per cento contrari all’invio di truppe, sono per l’85 per cento contro al finanziamento e all’invio di armi all’Ucraina, sono per il 65 per cento favorevoli ad una soluzione diplomatica, sono per il 57 per cento in posizione di equidistanza da Russia e Ucraina, sono per il 32 per cento pro-Ucraina e sono per l’11 per cento pro-Russia.
E’ un idea curiosa chiedere ai cittadini di finanziare, con le tasse, delle scelte a cui sono fondamentalmente contrari. E’ cosa molto più buona e giusta, ascoltare i cittadini, tagliare gli sprechi, ridurre la tassazione per le aziende, e salvaguardare la competitività della nostra economia.

Riccardo Pelizzo
Decano della Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University



Ti potrebbe interessare...

Malga Viva, quattro giorni tra sapori e tradizioni della Lessinia

Le malghe si aprono al pubblico per raccontare una montagna fatta di...

Furto in autobus e carte usate: arrestato borseggiatore cubano a Verona

Prima il portafoglio sottratto a una passeggera sull’autobus, poi i tentativi di...

Cerbiatto investito a Montorio, salvato da veterinari e Polizia Locale

Un incidente, tanta paura e un intervento delicato concluso con il salvataggio...

Focus: “Operazione Granchio Blu” (Prof. Riccardo Pelizzo)

Sembra di essere in un’estate piena di emergenze. Il caldo impazza, l’Etna...

“Autospurgo