C’è chi segna i gol decisivi e chi alza le coppe. E poi ci sono loro, i portieri. Soli davanti a tutti, ultimi baluardi tra l’esultanza e la delusione. A loro è dedicato il nuovo appuntamento di Casa Verona, in programma giovedì 18 giugno alle 18.30 negli spazi della Palazzina 20 dell’Arsenale.
L’incontro, intitolato “La solitudine dei numeri 1”, porterà sul palco alcune delle figure più amate della storia gialloblù, protagoniste di stagioni, promozioni, imprese e aneddoti rimasti impressi nella memoria dei tifosi.
Tra gli ospiti ci sarà Attilio Gregori, portiere che ha lasciato un segno profondo nel cuore della tifoseria veronese. Carismatico, istintivo e capace di gesti fuori dagli schemi, Gregori racconterà episodi entrati nella leggenda, come il rigore calciato in un Verona-Venezia e quella incredibile sfida di Serie A contro l’Inter in cui si trovò a fronteggiare addirittura quattro rigori.
Accanto a lui Graziano Battistini, altro nome indissolubilmente legato all’Hellas. Protagonista della promozione in Serie A nell’era Prandelli, Battistini è ricordato anche per l’impresa nel derby contro il Chievo, quando riuscì a neutralizzare due calci di rigore a De Cesare, regalando ai tifosi una prestazione rimasta nella storia.
L’incontro sarà anche l’occasione per ricordare due autentiche icone del calcio italiano e veronese: Claudio Garella e Giuliano Giuliani. Il primo, protagonista dello storico scudetto del 1984-85, ha rivoluzionato il ruolo con uno stile personale, poco accademico ma incredibilmente efficace. Le sue parate, comprese quelle decisive nella cavalcata tricolore, sono ancora oggi patrimonio della memoria collettiva gialloblù.
Dopo di lui arrivò Giuliani, chiamato a raccogliere un’eredità pesantissima. Con la maglia dell’Hellas riuscì nell’impresa di parare due rigori a Diego Maradona, prima di seguire la stessa traiettoria professionale di Garella verso Napoli e successivamente Udine. Una carriera importante, segnata però anche da una vicenda personale dolorosa, vissuta lontano dai riflettori.
A guidare il racconto sarà il giornalista Raffaele Tomelleri, in una serata che promette emozioni, ricordi e storie di calcio vissuto. Perché dietro ogni grande squadra ci sono sempre uomini che hanno imparato a convivere con la responsabilità più difficile: quella di essere soli davanti alla porta.


















