Svolta nel mondo delle assicurazioni auto. La Corte di Cassazione interviene sulle polizze RC Auto e mette nel mirino le clausole che di fatto obbligano gli automobilisti a rivolgersi a carrozzerie convenzionate, introducendo penalizzazioni economiche per chi sceglie un riparatore indipendente.
Una decisione destinata a incidere profondamente sul rapporto tra compagnie assicurative, clienti e imprese artigiane.
Stop alle penalizzazioni automatiche
Secondo la Suprema Corte, non è sufficiente che queste clausole siano inserite nei contratti per considerarle valide. Dovranno essere valutate caso per caso, verificando se limitano eccessivamente la libertà di scelta dell’assicurato.
Nel mirino ci sono franchigie più alte, scoperti o altre penalizzazioni – anche fino al 20% del danno – applicate a chi non si rivolge a officine convenzionate.
Un principio chiaro: libertà di scelta
A commentare la pronuncia è Simone Salgaro Vaccaro, presidente Meccatronici di CNA Veneto Ovest:
“Questa ordinanza rappresenta un segnale molto forte – commenta Simone Salgaro Vaccaro – perché riafferma un principio fondamentale: il cittadino deve poter scegliere liberamente a chi affidare la riparazione della propria auto. Negli ultimi anni molte polizze hanno introdotto meccanismi che, di fatto, spingono gli assicurati verso le carrozzerie convenzionate, prevedendo franchigie o scoperti che possono arrivare anche al 20% del danno nel caso in cui il cliente scelga un riparatore indipendente. Questo crea uno squilibrio evidente e mette in difficoltà centinaia di imprese artigiane che lavorano sulla qualità del servizio, sul rapporto di fiducia con il cliente e sulla professionalità”.
Il caso concreto
La vicenda nasce proprio da una polizza che prevedeva una franchigia del 20% per chi non si affidava a una carrozzeria convenzionata. La Cassazione ha stabilito che spetterà al giudice verificare se tali condizioni creino uno squilibrio contrattuale e comprimano la libertà del consumatore.
Impatto su mercato e concorrenza
“Quando il cliente viene indirizzato in modo forzato verso determinate reti – prosegue Salgaro Vaccaro – si altera il mercato e si limita la concorrenza. Il rischio è che a pagarne il prezzo siano sia le imprese indipendenti sia gli automobilisti, che devono poter scegliere il professionista di fiducia in base alla qualità del servizio e non sulla base di una penalizzazione economica prevista dalla polizza. È una battaglia che CNA porta avanti da anni e questa pronuncia apre finalmente uno spazio importante di riflessione e tutela”.
Possibili effetti futuri
La decisione potrebbe estendersi anche ad altre garanzie assicurative, come eventi atmosferici o atti vandalici. Ora CNA chiede un intervento normativo per definire limiti chiari alle compagnie ed evitare che nuove clausole ripropongano, sotto altre forme, restrizioni alla libertà degli automobilisti.


















