Il Teatro Romano si prepara a diventare ancora una volta crocevia di suoni, culture e linguaggi. Con il ritorno di “Contaminazioni Musicali”, l’Estate Teatrale Veronese 2026 rilancia la sua vocazione internazionale e contemporanea, puntando su una proposta artistica capace di unire generi e pubblici diversi.
Promossa dal Comune di Verona insieme ad Arteven, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Veneto e degli sponsor Banco BPM, Magis e Pasqua Vini, la rassegna – sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri – si conferma una piattaforma culturale dinamica e multidisciplinare.
Un festival che guarda al presente
Teatro, danza e musica si intrecciano in un cartellone pensato come un vero e proprio percorso esperienziale. Dal Festival Shakespeariano alle Grand Soirée, passando per la Danza Internazionale e le Nuove Orbite, fino alle Costellazioni che trasformano la città in uno spazio culturale diffuso.
All’interno di questo mosaico, la musica assume un ruolo centrale con Stellar Frequencies | Frequenze Stellari – Contaminazioni Musicali, sezione che porta a Verona artisti italiani e internazionali, creando un dialogo tra generi e sensibilità diverse: dalla canzone d’autore al rap, dal jazz al fado, fino al tango e al brit-rock.
La musica come esperienza condivisa
“Con Contaminazioni Musicali, giunta alla sua seconda edizione all’interno dell’Estate Teatrale Veronese, la musica si conferma un potente motore di cultura e aggregazione – dichiara l’assessora alla Cultura Marta Ugolini –. Una rassegna che rafforza la propria vocazione internazionale e mette in dialogo artisti, generi e tradizioni differenti restituendo al concerto dal vivo il suo valore più autentico: un’esperienza condivisa, reale, capace di creare comunità, offrendo al pubblico uno sguardo aperto e contemporaneo. In un’epoca dominata dalla fruizione digitale, il concerto dal vivo torna a essere un’esperienza insostituibile: reale, condivisa, profondamente umana. La musica “qui e ora” diventa così uno spazio di incontro che supera confini culturali e generazionali. Nella cornice unica del Teatro Romano, questa rassegna valorizza il patrimonio della città e rinnova il senso dello spettacolo dal vivo come esperienza collettiva. Un invito a lasciarsi contaminare, riscoprendo nella musica una delle forme più vive e necessarie dello stare insieme”.
Un laboratorio aperto tra generazioni
A sottolineare il valore del progetto è anche il direttore artistico Fabrizio Arcuri: “Questo progetto cresce come spazio di ricerca artistica dove linguaggi diversi si incontrano e si contaminano. La qualità delle proposte, la scelta di aprire a una dimensione internazionale, accogliendo artisti provenienti da contesti culturali differenti, risponde alla volontà di costruire un programma capace di dialogare con la contemporaneità in modo vivo e dinamico. Il valore della sezione musicale sta proprio nella qualità e nella varietà delle proposte: dalla canzone d’autore al rap, dal jazz al fado, fino alle influenze del tango e del brit-rock, in un attraversamento dei generi che riflette la complessità del presente. Non si tratta solo di affiancare stili diversi, ma di mettere in relazione estetiche, visioni e pratiche artistiche. Un’attenzione particolare è rivolta alle nuove generazioni, con la proposta di giovani artisti che portano sguardi inediti e una forte urgenza espressiva. È in questo equilibrio tra esperienze consolidate e nuove voci che il festival rilancia la sua identità. “Contaminazioni Musicali” è, in questo senso, un laboratorio aperto: un luogo in cui la musica dialoga con altri linguaggi e si fa strumento per leggere il presente, dentro una dimensione condivisa e profondamente contemporanea creando connessioni autentiche tra artisti e spettatori”.
Verona capitale della cultura contemporanea
Con questa nuova edizione, l’Estate Teatrale Veronese rafforza la propria identità di festival capace di interpretare il presente e costruire comunità, trasformando Verona in un punto di riferimento per la scena culturale contemporanea.



















